Confermata la presenza dei resti di San Paolo nell’omonima basilica

Grazie ad un'indagine scientifica. All’apostolo verrà dedicata la sede dell’osservatorio per la libertà religiosa
di Serenella Napolitano - 2 Luglio 2009

Nella basilica di San Paolo fuori le mura, la quarta basilica papale di Roma, sono stati condotti alcuni saggi archeologici per verificare l’effettiva presenza della sepoltura di San Paolo che, in questo luogo, è venerato da venti secoli. A parlare delle ricerche scientifiche condotte seguendo le moderne tecniche di ricognizione è stato Papa Ratzinger, la sera del 28 giugno 2009, in occasione della conclusione dell’anno paolino.

Grazie ad una sonda, calata nel sarcofago attraverso un piccolissimo foro, sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino. È stata anche rilevata la presenza di grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree.
Utilizzando la tecnica del carbonio C14, tecnica che permette di risalire all’età di ogni organismo, è stato inoltre dimostrato che i resti appartengono a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo d. C.
Secondo Benedetto XVI, i risultati confermerebbero, come sostenuto dalla tradizione, che quelli sono i resti mortali dell’apostolo Paolo. “Tutto questo – ha aggiungo – riempie il nostro animo di profonda emozione”.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno in una nota ha dichiarato: “L’Amministrazione comunale ha affidato alla Basilica di San Paolo, grazie ad un protocollo, la valorizzazione e il controllo delle aree antistanti la grande area religiosa, soprattutto per l’accoglienza dei pellegrini. All’apostolo delle genti, un gigante nel dialogo interreligioso, dedicheremo la sede dell’osservatorio per la libertà religiosa che in autunno prenderà il via nella Capitale”.

La presenza dell’apostolo Paolo in quello che era un cimitero sub divos (a cielo aperto), è testimoniata già dal II secolo d. C.
Durante l’epoca costantiniana fu costruita una piccola basilica (non quella che vediamo oggi, edificata dai successori di Costantino), perché il luogo era ormai meta di numerosi pellegrinaggi, come avviene ancora oggi.

Riprendendo le parole di Alemanno “Roma si conferma ancora una volta capitale della spiritualità e scrigno di tesori archeologici unici.”


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