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Curarsi con i fiori

Gaetano Votadoro: “Tulipark a Roma rimarrà aperto almeno per un mese”
Anna Onori, Henos Palmisano - 21 Marzo 2021

“Tulipark a Roma rimarrà aperto almeno per un mese”.

A fare questa affermazione è Gaetano, il fratello maggiore Votadoro: “… in quanto nel DPCM 2/3/2021 c’è espressamente scritto al comma 2*, che le aziende florovivaistiche possono effettuare la normale attività commerciale” (apertura confermata anche nel più recente DPCM 15/3/2021). Gaetano ha una vitalità straordinaria: “…Sono costretto a far da spola con l’azienda familiare a Niscemi ogni settimana (vedi articolo Abitare a Roma del 2019)”.

Una considerazione: visto che al comma 3 dello stesso articolo sono menzionate le farmacie e le parafarmacie, che rimangono aperte (e vedi un po’), ne potremmo dedurre che i nostri legislatori abbiano considerato i fiori come “beni di prima necessità”, ovverosia medicinali naturali messi a disposizione dell’umanità da Madre Terra. Medicine che non hanno controindicazioni o effetti collaterali nocivi, ma che possono sviluppare quelle endorfine così importanti nella produzione di anticorpi.

I tulipani non possono sostituire i vaccini (Eduard Jenner può dormire sonni tranquilli), ma indubbiamente possono essere ottimi integratori per qualsiasi terapia.

L’etimologia di questi strepitosi fiori, originari dell’Asia e medio Oriente, deriva dal persiano tülbent, che sta ad indicare la fascia di stoffa avvolta a guisa di turbante; invece tulipano (che è una liliacea n.d.r.) in turco si dice lâle, per cui notevole è l’assonanza con il latino lilium (Zanichelli: dizionario etimologico della lingua italiana, pag 1383).

Fu Orgier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di Ferdinando I alla corte di Solimano il Magnifico, a spedire nel 1554 alcuni bulbi a Carolus Clusius, botanico responsabile dei giardini reali olandesi. In poco tempo la coltivazione dei bulbi dette vita ad un florido commercio: avere in casa i tulipani era diventato uno status symbol; ma così come l’ascesa commerciale fu rapida, altrettanto rapida fu la discesa generando, il 5 febbraio 1637, la prima bolla speculativa dell’era moderna.

Filippo, secondogenito della famiglia Votadoro, ci accompagna per un breve tratto nel campo a Villa De Sancis e ci ragguaglia sulla difficoltà della coltura di questi variopinti integratori del buon umore: “Quest’anno tra le tante difficoltà (pandemia, crisi economica, ecc., n.d.r.), ci si è messa anche la siccità: per il momento sono fiorite solo alcune varietà, stiamo aspettando la pioggia per una migliore resa della fioritura”. Filippo ci intrattiene piacevolmente, convintissimo che la cromoterapia possa entrare di diritto nella farmacopea moderna.

Filippo Votadoro

Sarà ancora la bellezza a salvare il mondo? Noi Italiani la cerchiamo in ogni “campo” e, questa continua ricerca, ha portato il nostro Paese a primeggiare in tutte le arti, tanto da tramandare geneticamente gli archetipi del buon gusto a tutte le generazioni.

 

*Art 45 (attività commerciali):

Comma 2: Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.

Comma 3: Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.


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