Follia a Casal del Marmo: agente sequestrato e picchiato dai detenuti

Il sindacato SAPPE: "Situazione fuori controllo, serve un’ispezione ministeriale"

Un pomeriggio di violenza brutale ha sconvolto il carcere minorile di Casal del Marmo. Quello che doveva essere un normale turno di sorveglianza si è trasformato in un incubo per un agente di polizia penitenziaria, sequestrato e selvaggiamente picchiato da un gruppo di detenuti. Un episodio gravissimo che riaccende i riflettori sulle criticità della struttura, dove attualmente sono ristretti circa 57 minori.

L’agguato e la devastazione

Secondo le prime ricostruzioni, la violenza è esplosa improvvisamente nella palazzina minori. Un gruppo di detenuti stranieri ha accerchiato un poliziotto, impedendogli ogni movimento e colpendolo ripetutamente. Nella colluttazione è rimasto ferito anche un secondo agente intervenuto per riportare l’ordine.

La furia dei detenuti non si è fermata alle aggressioni fisiche: i giovani hanno devastato gli arredi delle celle e distrutto completamente il sistema di videosorveglianza, rendendo ancora più difficili le operazioni di messa in sicurezza. Per l’agente ferito, trasportato d’urgenza in ospedale, la prognosi è di 17 giorni.

La denuncia del sindacato: «Sicurezza ridotta ai minimi»

Duro l’affondo di Maurizio Somma, segretario nazionale del SAPPE Lazio, che denuncia una carenza cronica di figure apicali al momento dei fatti: «Ieri a Casal del Marmo non c’erano né il direttore né il comandante. Mancavano ispettori e sovrintendenti: la sezione era affidata a un agente con soli tre anni di servizio. Non è accettabile che il personale sia quotidianamente oggetto di aggressioni».

Sulla stessa linea Donato Capece, segretario generale del sindacato, che parla di un attacco diretto allo Stato: «Chi aggredisce un poliziotto attacca le istituzioni. Serve una risposta ferma per evitare fenomeni di emulazione».

Richiesti trasferimenti immediati

Anche la Fns Cisl Lazio è intervenuta con una nota di solidarietà, sottolineando come l’episodio di ieri sia solo l’ultimo di una lunga serie. Per Massimo Costantino, segretario della sigla sindacale, la situazione richiede provvedimenti drastici: «Oltre alle sanzioni disciplinari, è necessario il trasferimento immediato dei responsabili in altri istituti. La sicurezza del personale deve tornare a essere una priorità».

Mentre il clima all’interno dell’istituto resta teso, i sindacati invocano a gran voce un’ispezione ministeriale per fare luce sulle falle organizzative che hanno permesso ore di anarchia e violenza nel cuore della Capitale.

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