Francesco Totti, da leggenda vivente a nume tutelare di Roma con lo sguardo al mondo

Il ritiro, dopo 25 anni, dell’ultima bandiera del calcio, dell’uomo dei record e di uno dei più grandi giocatori italiani e internazionali di sempre
Gianluigi Polcaro - 29 Maggio 2017

Dopo 25 stagioni si ammaina l’ultima bandiera del calcio, l’uomo dei record e uno dei più grandi giocatori italiani e internazionali di sempre.

Il momento di distacco dal ventre materno, dalla famiglia calcistica del più grande calciatore che Roma abbia mai avuto è arrivato. Francesco Totti si ritira dal calcio giocato.

41 anni e tanti, tanti record che non basta una pagina per elencarli (li elencheremo a fine articolo) e nonostante si ritiri da simbolo di una sola squadra, con la sua grandezza e unicità ha conquistato gli animi degli sportivi di tutta Italia e del mondo.

La sua Roma gli ha tributato l’ultimo saluto allo stadio Olimpico, davanti al suo pubblico, che si è radunato in massa solo per lui, come da tempo non succedeva all’Olimpico.
La Roma, per la cronaca, batte il Genoa per 3-2 e da seconda va di diritto in Champions League, e circa 65mila tifosi solo per lui, per salutare il glorioso capitano, che da 28 anni complessivi veste la stessa maglia, sempre e solo quella della sua città, quella della sua squadra del cuore.

Un personaggio così amato nel mondo del calcio è il più conosciuto giocatore italiano all’estero e in generale tra i primissimi italiani conosciuti in giro e tra i dieci giocatori più famosi della storia.
Non è solo per le sue immense qualità tecniche che il numero dieci della Roma è diventato leggenda, ma anche per la sua forza morale e per aver incarnato l’essenza, dunque “la grande bellezza”, della città eterna.
Romano e romanista, ha rifiutato di giocare in grandi squadre che lo hanno sempre desiderato anche in età avanzata, come il Real Madrid (il cui presidente gli aveva mandato la camiceta blanca con il numero dieci e un contratto in bianco da firmare), il Milan o il Chelsea.

Rappresenta quel carattere popolare, sincero, schietto e strafottente, ma anche ironico e soprattutto autoironico, che dopo anni di carriera gloriosa ha conquistato tutti, anche i più acerrimi rivali calcistici, gli stessi che lo hanno temuto e insultato nei vari stadi d’Italia, quando lui incarnava la fedeltà alla sua Roma difendendola in prima persona dalle ingiustizie arbitrali e dai detrattori. Gli stessi ora gli rendono onore e gli tributano il meritato saluto.

Nelle ultime due stagioni si è assistito agli applausi e alla standing ovation negli stadi di Madrid, di Firenze, di Bologna, di Milano (addirittura uno striscione di saluto dalla temuta curva rossonera), fino all’ultima trasferta, quella a Verona con il Chievo, in uno stadio non proprio amante dei colori di Roma, dove il pubblico lo ha richiesto e osannato in campo e il presidente dei gialloblu lo ha premiato con una targa in suo onore in ricordo della società veneta.
Ancor più incredibile l’omaggio degli Irriducibili, gli odiati tifosi “nemici” della Lazio, che gli hanno dedicato uno striscione per salutarlo.

Perché avviene questo?

Perché un personaggio che in fondo è stato solo un calciatore suscita questa popolarità?

Soltanto per le sue doti tecniche?

Certo, la sua unicità lo ha incoronato come il prototipo del giocatore moderno, piedi, testa, forza e carattere. Ma per diventare così celebre e rispettato c’è dell’altro. C’è la passione genuina e la voglia di giocare a pallone come un bambino e di non voler mai smettere, suscitando in questi anni le ansie di una dirigenza, quella giallorossa, che lo ha sempre visto troppo ingombrante, ma c’è anche la grande forza morale che ha permesso all’uomo e allo sportivo Totti di rialzarsi dai vari infortuni, di cui il più terribile resta quello del 2006 causato dal difensore dell’Empoli Vanigli e trasmesso a reti unificate in Italia e nel mondo come a sancire la fine di un mito e il crepuscolo del dio del calcio a Roma, con il compiacimento di chi in Italia lo aveva sempre combattuto e lo ha potuto battere soltanto così.

Il 2006, dunque, l’anno del cambiamento e della rinascita di un campione. In quella stagione un Totti inarrestabile e trascinante veniva fermato nell’unico modo possibile: colpito senza pietà alle gambe dai difensori avversari per tutto il campionato senza alcuna tutela da parte degli arbitri (celebri le immagini delle sue gambe ammaccate e livide nei post gara), fino alla caduta del dio sull’erba dell’Olimpico in Roma-Empoli dove la sua caviglia “esplose” in diretta (il video).
La sua forza lo rimise in piedi in pochi mesi e, complice un Lippi solidale, riuscì a giocare il Mondiale e vincerlo da protagonista sebbene a mezzo servizio.

Ma la sua forza si riferisce anche alla sua umanità, soprattutto per l’amore nei confronti dei bambini.
Padre di 3 figli, Francesco è stato ambasciatore Unicef e sono ormai note, anche se lui non le ha mai sbandierate, le sue donazioni per i bambini malati, sempre pronto a spendere la sua immagine per i più deboli.

Quell’immagine si è poi consacrata al grande pubblico anche per le innate doti comiche, sbocciate grazie alle barzellette, ai siparietti televisivi con Ilary o con Gattuso, con Del Piero, Nesta o con Buffon.

Ma per tornare alle doti tecniche che l’hanno reso così celebre, per tornare alla sua “differenza”, citando Sconcerti, bisogna evidenziare la totalità del suo calcio, capace di fondere insieme classe sopraffina e potenza, doti divinatorie nel prevedere l’evoluzione dell’azione con lanci illuminanti da trenta metri per i compagni, utilizzando spesso il “terzo occhio”, quello della nuca, e regalando assist che hanno saputo trasformare le carriere dei propri compagni, che per anni hanno brillato della sua luce riflessa.

A tutto questo, alla sua grande capacità di saper difendere e nascondere il pallone agli avversari, aggiungiamo la sua vena realizzativa.

250 reti in serie A, 307 totali, il calciatore più prolifico al momento del ritiro e il secondo marcatore della storia del calcio italiano dopo Silvio Piola.

Unico italiano insieme a Toni ad aver vinto la Scarpa d’Oro.

Con lui la Roma ha vinto e si è consacrata tra le grandi, perché tale doveva essere per stare al livello del suo capitano.

Questa grandezza non è stata sfruttata a pieno dall’attuale società, che anzi dal suo insediamento ha iniziato a punzecchiarlo prima con le parole (per Baldini era un “pigro” e per Sabatini era un “tappo” per la sua squadra) e poi con i fatti, relegandolo ai margini di tutti i progetti, nonostante la Roma venisse invitata e omaggiata nel mondo grazie al suo simbolo e nonostante lui da solo abbia segnato in carriera più di tutta la rosa giallorossa, e nonostante la sua sia l’unica maglia della Roma richiesta in tutto il mondo, proprio perché nel contesto internazionale c’è più Totti che la stessa Roma, soprattutto negli ultimi anni. Nonostante ciò e nonostante i rapporti pessimi con Spalletti che si accaserà alla rivale Inter, il pubblico non lo ha mai abbandonato, a ricordo di uno scudetto lontano 16 anni di cui il capitano fu protagonista, ma ora romani e romanisti lo consacrano a nume tutelare della città eterna, e lo salutano, in compagnia di sostenitori e stimatori sparsi per il mondo, che seguono la sua strada, rendendo omaggio a un campione di immensa classe, forza e sensibilità.

I record del Capitano

Dati aggiornati al 20 maggio 2017.

Nelle competizioni UEFA per club

Calciatore più anziano ad aver segnato in Champions League, in CSKA MoscaRoma del 25 novembre 2014 a 38 anni e 59 giorni. (Il video del gol)

In Serie A

  • Calciatore in attività con il maggior numero di gol segnati (250).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol con lo stesso club (250, con la Roma).
  • Calciatore ad aver realizzato più doppiette (46)
  • Calciatore ad aver realizzato più calci di rigore (71)
  • Calciatore ad aver realizzato almeno un gol nel maggior numero di stagioni totali e consecutive (23).
  • Unico calciatore nella storia del campionato italiano ad essere andato in doppia cifra con la stessa maglia per nove campionati consecutivi.
  • Unico calciatore nella storia del campionato italiano ad essere andato in doppia cifra con la stessa maglia in tredici campionati totali
  • Calciatore più anziano ad aver realizzato una doppietta.
  • Uno dei due calciatori, insieme a Paolo Maldini, ad aver disputato il maggior numero di stagioni consecutive e con la stessa squadra (25).

Con la Roma

  • Calciatore con più presenze in partite ufficiali (785).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol in partite ufficiali (307).
  • Calciatore con più presenze in Serie A (618).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol in Serie A (250).
  • Calciatore con più presenze nelle competizioni UEFA per club (103).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol nelle competizioni UEFA per club (38).
  • Calciatore con più presenze in Supercoppa italiana (5).
  • Calciatore ad aver disputato più stagioni in prima squadra (25).
  • Calciatore ad aver disputato più stagioni da capitano della squadra (19).
  • Calciatore ad aver realizzato più marcature multiple (56).
  • Calciatore con più titoli vinti da capitano della squadra (5).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol su calcio di punizione (21) in Serie A.

Altri record

  • Unico calciatore italiano, insieme a Luca Toni, ad aver vinto la Scarpa d’oro.
  • Calciatore in attività con più presenze in una squadra italiana in tutte le competizioni (785 con la Roma).
  • Calciatore con più gol segnati in una squadra italiana in tutte le competizioni (307 con la Roma).
  • Calciatore con più reti segnate nei campionati professionistici italiani nel decennio 2001-2010 (145).
  • Calciatore con più presenze nel derby di Roma (44, di cui 37 in Serie A e 7 in Coppa Italia).
  • Calciatore con più gol segnati nel derby di Roma in campionato (11) e in assoluto in gare ufficiali (11, al pari di Dino da Costa).
  • Calciatore con più vittorie nel derby di Roma (15).
  • Calciatore col maggior numero di premi come miglior giocatore italiano agli Oscar del calcio AIC (5).[13]

Palmarès

Club

Competizioni giovanili

Roma: 1991

Roma: 1992-1993

Roma: 1993-1994

Competizioni nazionali

Roma: 2000-2001

Roma: 2001, 2007

Roma: 2006-2007, 2007-2008

Nazionale

1996

1997

Germania 2006

Individuale

1997-1998, 2003-2004

Migliore calciatore assoluto: 2000, 2003

Migliore calciatore italiano: 2000, 2001, 2003, 2004, 2007

Migliore calciatore giovane: 1999

Migliore cannoniere: 2007

Migliore gol: 2005 (Inter-Roma 2-3; secondo gol – IL VIDEO), 2006 (Sampdoria-Roma 2-4; quarto gol – Video del gol dal settore ospiti)

2000

2000–2001, 2003–2004, 2006–2007

2006

2006-2007 (26 gol)

2007

2007-2008

2010

2014

2014

2015


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti