Gas fugit

di Stefano Cinti - 22 Maggio 2017

Iniziano i primi caldi, le temperature raggiungono quotidianamente i 30°C. Quasi tutto all’improvviso, eppure questo riscaldamento non ha un effetto solo su di noi, non influisce solo sulla sopportazione del caldo.

Immaginiamo la bottiglia di acqua gassata che abbiamo sul tavolo della cucina. Rispetto a qualche mese fa, ora dovremmo fare maggiore attenzione affinché continui ad essere un’acqua gassata, come riportato sull’etichetta.

Innanzitutto, le bollicine sono dovute alla presenza dell’anidride carbonica, CO2, che può essere presente naturalmente oppure venire aggiunta in seguito. Questo non comporta solo la presenza di effervescenza, ma anche il livello di acidità dell’acqua. L’anidride carbonica può reagire con l’acqua formando l’acido carbonico, facendo quindi diventare l’acqua leggermente acida. State comunque tranquilli, perché il nostro stomaco è in ogni caso circa 1 milione di volte più acido di queste acque.

Ma il punto è un altro. Se si lascia una bottiglia di acqua frizzante sul tavolo, ad una temperatura di circa 30°C, possono verificarsi due fenomeni. Se la bottiglia è chiusa con il tappo, la ritroveremo pronta per “scoppiare”. Se la bottiglia invece è aperta, ritroveremo un’acqua meno frizzante.
Il tutto dipende dalla solubilità dei gas, e in particolare dalla dipendenza di questa proprietà dalla temperatura. Per solubilità di un gas, intendiamo la quantità di gas che può sciogliersi in un liquido, e questa quantità dipende dal gas che sovrasta la soluzione acqua+gas. In altre parole, per far sì che ci sia una grande quantità di anidride carbonica nell’acqua, bisogna fare in modo che nella bottiglia ci sia una grande quantità di gas che sovrasta l’acqua e che, immaginiamo, prema sulla superficie dell’acqua, “trattenendo” il gas all’interno.

Quello che accade quando si stappa una bevanda gassata è l’allontanamento di molecole gassose dal liquido. Proprio in base al principio di cui sopra, detto di Henry, l’apertura del tappo rappresenta una decompressione. Le molecole di gas che sovrastano il liquido scappano all’esterno della bottiglia, e di conseguenza parte del gas disciolto nel liquido le segue. Ecco spiegata la formazione di bolle dal basso verso l’alto dopo aver stappato.

La solubilità di un gas varia da liquido a liquido, quindi non è detto che sarà possibile introdurre lo stesso numero di molecole di gas in un litro di acqua o in un litro di vino. E poi, la solubilità del gas in un liquido dipende dalla temperatura. Se la temperatura aumenta, anche l’energia del gas aumenta. Il gas si muove più velocemente e può fuggire dal liquido.

Ora è tutto più chiaro. Se la bottiglia fosse stata chiusa, il gas non sarebbe riuscito a fuggire all’esterno, e avrebbe sbattuto sulle pareti interne del contenitore dando quella sensazione di “esplosione”. Se la bottiglia fosse stata aperta, il gas sarebbe fuggito all’esterno, rendendo l’acqua “sgasata”. In ogni caso, ci si trova in una situazione a perdere. Appena si apre il tappo, le molecole di gas cercano di fuggire.
Il rimedio è la bassa temperatura. Quindi, se volete bere un bicchiere di acqua frizzante, più sarà fredda la temperatura e maggiore sarà la quantità di anidride carbonica che assumerete.


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