Smalto per le unghie? Chiedete all’imbianchino!

di Stefano Cinti - 3 agosto 2017

 

Vi è mai capitato di pensare che l’imbianchino che sta ristrutturando le pareti di casa vostra, in realtà non sta facendo nulla di totalmente diverso rispetto a quando voi mettete lo smalto sulle vostre unghie? Certamente, lui si stanca di più. E ancora più certamente, una parete è tipicamente più grande di qualche unghia.

E allora? E allora, seppur si parla di quantità e grandezze (molto) differenti, lo smalto per le unghie non è altro che una vernice. Lo smalto per le unghie, come sapete, ha due funzioni principali: protegge e colora.

Di cosa è fatto lo smalto per le unghie?

smalto per le unghieMa tutti gli smalti sono uguali? Generalmente sì. Analizzando le etichette degli smalti più comuni in commercio, i primi tre posti nella lista dei componenti sono acetato di etile, acetato di butile e nitrocellulosa.

I primi due (acetato di etile e acetato di butile) sono dei solventi, ovvero delle molecole che hanno la funzione di sciogliere qualcos’altro, dei soluti. Come per le vernici, gli smalti sono insolubili in acqua infatti sono formati da tanti polimeri, agenti filmogeni, gelificanti, etc. che in acqua non si sciolgono… e meno male! Se non fosse così, lo smalto si inizierebbe a sciogliere dopo la prima immersione in acqua delle mani. Quello che succede è che al momento dell’applicazione sulle unghie, i solventi iniziano ad evaporare, lasciando solo lo strato desiderato.

La nitrocellulosa, il terzo componente, si ottiene per nitrazione della cellulosa (partendo dal cotone). Non soffermatevi molto sulla nitrazione, in breve vuol dire che vengono aggiunti degli atomi di azoto (N) e ossigeno (O), sotto forma di gruppi nitro NO2, su alcuni atomi che compongono il glucosio. Che c’entra il glucosio? La cellulosa è composta da migliaia unità di glucosio che si ripetono. Il compito della nitrocellulosa nello smalto è quello di creare un film protettivo, diciamo di creare l’intelaiatura per la formazione dello strato finale colorato.

Su questo telaio trovano spazio polimeri, resine, coloranti e tutto quello che può partecipare alla realizzazione dello scudo per le nostre unghie. Quello che succede è che una volta applicato lo smalto, i solventi evaporano e processi di polimerizzazione portano alla formazione dello strato.

Come si rimuove lo smalto per le unghie?

Questo strato può essere rimosso con altri solventi che abbiano proprietà simili, vi ricordate il problema della macchia sulla carrozzeria dell’automobile? Il principio del “simile discioglie il simile”? Con della semplice acqua non rimuoverete questi tipi di smalto, ma serve tipicamente acetone. Neppure l’alcol riesce (pienamente) in questa impresa. O meglio, ci riesce, ma non bene come l’acetone. Questo perché l’acetone riesce ad intrufolarsi meglio all’interno dello strato di smalto, staccando di fatto i mattoncini che lo compongono.

Proprio come succede per la vernice. Una volta che un muro è stato tinteggiato, si può lavare con acqua (infatti esistono le tinte lavabili), ma non provate nemmeno per sbaglio ad avvicinarci dell’acetone… ora sapete a cosa andate incontro. E ancora, nel caso di smalti secchi, prima di buttarli via, provate ad aggiungere qualche goccia del prodotto che usate per rimuovere lo smalto dalle dita, se siete fortunati il principio del “simile discioglie il simile” vi farà risparmiare un acquisto di smalto.


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