I Mercati di Traiano, la storia continua da centro amministrativo a polo culturale

Convegno all'Auditorium dell'Ara Pacis con archeologi, architetti e ingegneri

Il 5 maggio si è tenuta un’intera giornata di studio dedicata a quel complesso archeologico denominato Mercati di Traiano, magnifica struttura in laterizi e marmo bianco risalente al II secolo d.C., in cui si svolgevano attività amministrative e direttamente in relazione con il Foro Romano.
Durante l’incontro, presieduto da Eugenio La Rocca, sovrintendente archeologico, sono state le operazioni di restauro e di miglioramento sismico avviate a partire dal febbraio 2005 dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.

Il convegno è iniziato alle ore 9.00 e l’Auditorium era completamente pieno. I primi interventi sono stati della dott.ssa Lucrezia Ungaro, responsabile Musei dei Fori Imperiali, che ha delineato le nuove ricerche in atto nel complesso archeologico e il progetto per la sua valorizzazione, del prof. Marco Bianchini, docente di Rilievo e analisi dei monumenti antichi presso la Seconda Università di Napoli, insieme a Massimo Vitti, archeologo presso la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma che hanno presentato una ricostruzione in 3d dei Mercati di Traiano affiancando in questo modo alla divulgazione tradizionale l’uso di sistemi comunicativi aderenti alla cultura contemporanea.

Interessante l’intervento di Maria Claudia Clemente, ricercatore presso il Dipartimento ITACA dell’Università “La Sapienza” di Roma, che ha spiegato come utilizzare i materiali espositivi giusti all’interno di un’area museale, dimostrando come quello dei Mercati di Traiano è stato un progetto segnaletico su misura che non ha alterato in nessun modo l’antichità del monumento.

Ha poi proseguito il prof Giorgio Crocci, docente ordinario della Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” di Roma, spiegando il progetto di consolidamento statico antisismico di una grande aula voltata, come quella presente nel complesso archeologico. Il problema è stato risolto utilizzando nell’arco dell’emiciclo e sulle pareti laterali dell’Aula voltata, catene in acciaio e reversibili, non più larghe di un dito, in modo tale che le strutture vengono ancorate e non possono più ‘collassare’, irrigidendo in questo modo anche i solai. Praticamente è stato unito il corpo centrale dell’aula con quelli laterali.
La procedura è stata poco invasiva conservando la storia e l’antichità del monumento.
Il discorso è stato poi ampliato dal prof. Perrucchio, docente ordinario nel dipartimento di Ingegneria Meccanica presso la Scuola di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università di Rochester di New York, il quale ha spiegato i danni che l’intera struttura potrebbe avere da una sollecitazione verticale, argomento questo evidenziato dall’architetto Elena Speranza che ha mostrato i diversi disagi strutturali con le relative fratture e crolli che potrebbero verificarsi in caso di scosse sismiche di grossa entità.

Nel pomeriggio, invece è stata affrontata da noti professori, archeologi e storici dell’arte impegnati nella comunicazione per i Beni Culturali, come la dott.ssa Micella, Marco Sartini, Nicola Russo e Maria Luisa Vitali, M.P. Del Moro, la filosofa Lucia Soleri, Alessandra Stornello e Luciana Cassanelli, la didattica per il pubblico all’interno di un monumento antico.

Una giornata all’insegna del recupero, della valorizzazione e della comunicazione di uno dei nostri complessi archeologici più importanti dell’epoca imperiale.

Conoscere per conservare, per valorizzare!

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