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Il mistero del bando comunale per Istruttori Amministrativi

Dal 6 giugno si attende la graduatoria e l'assessore Cavallari ne mette in dubbio la copertura finanziaria

Antonio Punzio, nostro lettore, ci segnala con un’articolata email la "storia" di un bando pubblico del Comune di Roma per l’assunzione di Istruttori Amministrativi.

"Nel lontano 2005, il Comune di Roma bandì un concorso pubblico per 200 posti di Istruttore Amministrativo; condizione necessaria per potervi partecipare era il versamento di una tassa pari a 10,33 euro. Le preselezioni videro un’affluenza di circa 40.000 candidati.
All’esito, solo 2000 vennero ammessi alla prova scritta che si tenne all’Ergife, nel giugno del 2007, dopo ore di inutile ed estenuante attesa e sotto una indicibile canicola.
A marzo 2008 i risultati, ad aprile ebbero inizio le prove orali che si sono concluse il 6 giugno.
Un particolare è da evidenziare. La giunta nello scorso febbraio, quindi prima della pubblicazione dei risultati dello scritto e ovviamente prima degli orali, in seguito ad accordo siglato da tutti i sindacati, deliberò l’aumento dei posti a 400 poiché il Comune di Roma soffre, ed è unanimemente riconosciuto, di una gravissima carenza di organico; è il comune più popoloso d’Italia, 3.500.000 di abitanti per 24.000 dipendenti.
Le assunzioni sarebbero dovute avvenire nel luglio scorso.

Ebbene, dal 6 giugno, 1008 cittadini, vincitori ed idonei, sono in attesa della pubblicazione della graduatoria!!!

Ahimè, non è tutto.
Il nuovo assessore al personale, Enrico Cavallari, vuole rimettere tutto in discussione. Le sue dichiarazioni non fanno stare tranquillo nemmeno il primo classificato. Secondo l’Assessore, la delibera di febbraio non ha copertura finanziaria (…e il visto di regolarità contabile apposto dal dirigente della Ragioneria Generale in calce alla delibera?… E gli 8 milioni e più di euro stanziati dall’attuale giunta per l’assunzione di personale esterno e senza concorso?) essendo stata una trovata escogitata per motivi elettorali (…400 su 1008?… E l’impegno contenuto nel programma elettorale di Alemanno di rispettare tutte le decisioni adottate con metodo concertativo?).

Ecco la solita Italietta, ecco come si ripropone il solito gioco politico che purtroppo riguarda le sorti di almeno 400 anime.
Perché dovrebbe essere impedito a 400 persone, tutte con laurea in discipline giuridiche o economiche, di poter lavorare seriamente e con competenza al servizio di un ente che attualmente è carente di personale e ha una percentuale di laureati tra i suoi dipendenti pari al 15% del totale della forza lavoro?
Perché si vuole impedire a 400 individui di continuare ad impegnare le loro forze per il buon funzionamento della P.A. come hanno fatto durante la loro carriera universitaria prima e durante l’iter concorsuale poi?
Perché si vuol continuare a tenere fuori dalla P.A. intere generazioni di italiani che, per via di reiterati blocchi del turn-over, non hanno potuto lavorare per le istituzioni mentre il loro bagaglio di competenze, serietà, senso civico non è stato minimamente preso in considerazione?
Perché, con un colpo di mano, si vuole spazzare via il futuro di 400 persone che su quella delibera avevano fatto progetti di vita e pianificato il futuro, magari una famiglia, dei figli!

In questo preciso momento, mi sembra di sentire le affermazioni di Brunetta che, soltanto a parole, vorrebbe meritocrazia e accesso alla P.A. per i più bravi; anche quelli di don Rodrigo erano bravi!

Il Comune di Roma, e non Veltroni, Alemanno, Tizio o Sempronio, ha approvato una delibera, quella dei 400, è ora la deve rispettare perché da questa delibera sono scaturite delle aspettative, si è delineata la prospettiva di un futuro meno incerto; solo con ciò avrà ancor senso parlare di diritto di cittadinanza.

Sabato 6 settembre, i 1008 idonei daranno vita ad un comitato per tutelare i diritti di ognuno e chiedere l’integrale applicazione della delibera predetta.
In una nazione civile questo sarebbe superfluo…Alemanno, nelle sue prime dichiarazioni, aveva promesso che Roma sarebbe diventata un città all’altezza delle altre capitali europee. Ottimo inizio!"
Antonio Punzio

La lamentela del giovane Puzio è assolutamente condivisibile ma per chi, come me, conosce i “tempi” dell’Amministrazione comunale, il fatto non deve destare preoccupazione. Dalla pubblicazione del bando alle prime assunzioni il lasso di tempo di tre anni, tre anni e mezzo è assolutamente normale, specie considerando che nel momento cruciale della procedura concorsuale è avvenuto il passaggio da un’Amministrazione all’altra determinato dall’esito delle elezioni.
Non mi preoccuperei nemmeno molto delle dichiarazioni dei nuovi amministratori che in qualche modo (succede sempre) devono mettere in discussione l’operato di chi li ha preceduti (è chiaro che l’atto originario prevedesse la copertura finanziaria per soli 200 posti).
Ciò che conta è che il piano assunzionale 2008-2009, concordato con i sindacati, preveda l’assunzione di 400 nuovi istruttori amministrativi è che il relativo concorso esterno sia stato espletato.
Nessuno (dico nessuno), Alemanno per primo, si sogna di non darne esecuzione. Bisogna solo avere pazienza.
Sono certo che il nostro amico entrerà quanto prima a far parte della folta schiera dei dipendenti comunali (tra i 25 e i 26 mila), accorgendosi ben presto che la “carenza di organico”, quella per la quale si bandiscono i concorsi, è il solito alibi che serve a mascherare una cronica incapacità nell’organizzazione e nell’utilizzo delle risorse umane, da parte della dirigenza amministrativa come dei politici.

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