

Fumo nero e miasmi tra Fidene e Serpentara dopo il maxi-rogo nell'area FS. Il Municipio III: «Rfi aumenti la pulizia dei binari dai rifiuti»
Un risveglio acre, con l’odore di bruciato che penetra nelle case e la paura di aver respirato sostanze tossiche.
All’indomani del vasto incendio che ha devastato l’area ferroviaria di Roma Smistamento, mandando in tilt il quadrante nord-est della Capitale tra i quartieri di Villa Spada e Fidene, l’attenzione istituzionale si sposta sul fronte della sicurezza ambientale e della salute pubblica.
Il Municipio III ha chiesto e ottenuto l’attivazione immediata di controlli straordinari sulla qualità dell’aria.
Su sollecitazione diretta del presidente del parlamentino di piazza Sempione, Paolo Marchionne, e dell’assessore all’Ambiente Matteo Zocchi, i tecnici di Arpa Lazio hanno installato una centralina mobile di campionamento in via Vernio, a ridosso delle abitazioni più esposte alla scia dei fumi.
Il dispositivo monitorerà nelle prossime 24-48 ore i livelli di polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), diossine e idrocarburi policiclici aromatici generati dalla combustione. I risultati chimici verranno resi noti non appena completati i test di laboratorio.
Il rogo, divampato nella tarda mattinata di ieri, ha originato in pochi minuti una colonna di fumo denso e scuro, visibile da quasi tutta la città e spinta dal vento verso i palazzi residenziali.
La visibilità si è azzerata anche lungo i binari, costringendo i responsabili della sicurezza a sospendere d’urgenza la circolazione ferroviaria sulla linea FL1 nel tratto chiave compreso tra le stazioni di Monterotondo e Roma Tiburtina. Un blocco che ha paralizzato la mobilità dei pendolari per diverse ore, provocando ritardi a catena e cancellazioni.
I primi rilievi effettuati dai Vigili del Fuoco hanno confermato i timori dei residenti: ad alimentare il fronte del fuoco non sono state semplici sterpaglie secche. Le fiamme hanno trovato terreno fertile in cumuli di rifiuti abbandonati illegalmente e scarti di materiale edile ammassati a ridosso della sede ferroviaria, trasformando l’area in una vera e propria bomba ecologica a cielo aperto.
L’amministrazione del Terzo Municipio ha colto l’occasione per chiedere un deciso cambio di passo ai vertici del gruppo Ferrovie dello Stato. Un’infrastruttura industriale così imponente, inserita nel tessuto connettivo di quartieri densamente popolati, non può essere lasciata all’incuria.
«Abbiamo chiesto formalmente a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) di collaborare senza riserve con gli investigatori per accertare se l’incendio sia di matrice dolosa e, contemporaneamente, di potenziare in modo strutturale la prevenzione all’interno del perimetro di Roma Smistamento», hanno dichiarato congiuntamente Marchionne e Zocchi.
Per la giunta municipale, solo un programma di pulizia periodica dei bordi delle massicciate, lo sfalcio sistematico della vegetazione infestante e la rimozione tempestiva dei cumuli di immondizia possono azzerare il rischio di simili disastri estivi, garantendo la necessaria sicurezza sia a chi vive nei palazzi adiacenti, sia alle migliaia di viaggiatori che ogni giorno transitano sui binari della Capitale.
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