Ciclabilità romana… un optional!

Inagibile ed abbandonata la pista ciclabile sulle banchine del Tevere

Durante la giornata mondiale dell’Ambiente svoltasi il 5 giugno scorso, che si propone di dare ‘un volto umano’ alle problematiche ambientali e di mettere soprattutto in grado le persone di diventare agenti attivi di uno sviluppo equo e sostenibile, il Presidente della Regione Lazio Marrazzo e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma De Lillo, annunciavano a bordo di un battello sul Tevere dinanzi alle telecamere la riapertura della banchina del Tevere con la bonifica delle sponde dalle centinaia di tonnellate di rifiuti. https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=13555

Oggi, 11 giugno la banchina è ancora ridotta ai minimi termini e la ciclabilità romana per via dello spezzettamento della dorsale principale lungo il Tevere a causa di ponti pericolanti, cantieri, pulizia, ed altro ancora è in uno stato di abbandono. La situazione è pessima soprattutto nel tratto che va da P.te Sublicio al ponte ferroviario all’altezza della stazione Trastevere.

Molte associazioni per la mobilità ciclabile hanno contattato la redazione di Abitare a Roma, per dare risalto ad alcune situazioni che creano disagi a chi si sposta in bicicletta a Roma.

Per quanto riguarda i lavori del ponte della musica (via Capoprati), la pista ciclabile è stata interrotta senza dare nessun tipo di avviso sul loro termine.
Venendo da Nord è stata invece realizzata una rampa che sale sul Lungotevere, mentre dall’altra parte abbiamo scale e canaletta, oltretutto con una segnalazione piuttosto ambigua per i ciclisti che devono scendere.

Caso eclatante riguarda la chiusura del tratto di pista ciclabile che passa sul viadotto della Magliana, di competenza del Municipio XII e XV e che ha di fatto isolato le due sponde del Tevere. 
Questa chiusura effettuata senza alcun preavviso all’utenza è dovuta a lavori sui cavi telefonici, che come riferito, si protrarrà fino a fine giugno.

Si possono ben immaginare i disagi delle centinaia di persone che percorrono quotidianamente questo tratto di percorso (tra l’altro recentemente bonificato dal suo scandaloso degrado), in special modo di chi lo utilizza per recarsi al lavoro.

Anche la situazione appena oltre Porta Portese non è delle migliori, permangono ancora i residui della piena, ammonticchiati e che spesso tracimano sulla pista.

Peraltro anche il tratto Ponte Risorgimento – Isola Tiberina conserva i suoi problemi tutt’ora aperti.

Continua quindi il calvario della pista del Tevere che ormai da un anno non si riesce più a percorrere tutta. Il risultato è che quella che era una delle mete più gettonate delle passeggiate romane, sia in bici che a piedi, sta ritornando un deserto abbandonata a se stessa.

Perché?

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