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Seta e tessuti preziosi ornati di polemiche e perle di politica per Altaroma

Tra fondi mancati e dimissioni ai vertici è tutto in salita l’avvio della settimana dell’haute couture capitolina

Altaroma in alto mare e decisamente in cattive acque a causa delle polemiche nate nei giorni scorsi a seguito delle accuse della Regione Lazio di gestione verticistica e mancanza di comunicazione di intenti sulla manifestazione. “La Regione non è il bancomat di nessuno” aveva tuonato solo poche ore fa il vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti e gli ha fatto eco l’annuncio clamoroso del governatore del Lazio Renata Polverini di voler togliere all’evento il contributo regionale già dalla prossima edizione prevista per gennaio 2012. Alle casse della società verrebbero così a mancare circa 600.000 euro, euro più, euro meno.
Il motivo scatenante della furiosa polemica sarebbe la mancanza assoluta di condivisione progettuale, e se Ciocchetti dice “siamo stati tagliati fuori dalle decisioni importanti”, il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro rincara la dose: “È chiaro che la Regione come il Comune non dovranno più essere considerati delle slot-machine che dispensano soldi senza condividere i progetti”.

La presidente Silvia Venturini Fendi dal canto suo fa notare che “la Regione ha partecipato regolarmente con rappresentanti della Presidenza e degli Assessorati alle diverse assemblee svoltesi nell’ultimo anno per la condivisione e approvazione di mission, programmi, attività e budget”.

Altre voci poi affermerebbero che il motivo di cotanto guazzabuglio andrebbe ricercato in vecchi attriti con i membri del CdA e in particolare con Sandro Di Castro, vicepresidente di Altaroma dal 2007, colpevole di sedere su una poltrona ambita da molti nelle fila dell’amministrazione, forse da troppi.
L’ultima stoccata all’equilibrio già minato delle sfilate romane, l’ha data ieri proprio Di Castro rassegnando le sue dimissioni dall’incarico con decorrenza dalla mezzanotte di lunedì 11 luglio, alla chiusura di questa travagliata edizione, nel tentativo di riportare il dialogo tra la società e le istituzioni su toni più pacati.
Insomma si contano ore, quelle che mancano all’avvio dell’evento, e problemi.
La speranza di Di Castro è quella che da domani, giorno di apertura della settimana delle sfilate capitoline si torni davvero a parlare di moda e non di politica anche se la stessa Polverini ha già fatto sapere che il suo sacrificio non servirà a ricucire i rapporti.
L’ombra di un futuro sempre più incerto si abbatte così sulla kermesse, sul personale coinvolto, dai tecnici agli artigiani, e su tutti i giovani che partecipano alla manifestazione da sempre in prima linea nella ricerca e promozione dei nuovi talenti della moda.
Intanto Gattinoni aprirà stasera le sfilate romane portando in passerella le forme e rotondità della donna “curvy” , alla riscoperta delle taglie forti e sensuali già sdoganate dalla rivista Vogue, bibbia del glamour per eccellenza. Donna d’abbondanza quindi anche se in odore di miseria e povertà.

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