Indignazione per l’oltraggio alla lapide di Porta San Paolo

Il 16 luglio il consigliere dell'Ulivo Paolo Masini presenterà in Consiglio comunale un ordine del giorno di netta condanna
Enzo Luciani - 14 Luglio 2007

Lunedì 16 luglio il consigliere dell’Ulivo Paolo Masini presenterà  in Consiglio comunale un ordine del giorno di netta condanna nei confronti del gravissimo episodio avvenuto oggi a Porta San Paolo. Chiederà di sottoscrivere il documento anche agli esponenti della destra romana, e in particolare ai capigruppo Marco Marsilio e Gianni Alemanno. "È il momento – ha dichiarato Masini – di dare un segnale serio contro le crescenti manifestazioni di neofascismo che inquinano la vita pubblica di Roma c’è bisogno una presa di posizione senza mezze parole e distinguo. Di fronte alla profanazione della corona che ricorda i cittadini caduti a porta San Paolo per la difesa di Roma non conta più neanche parlare di estremismo politico, ma di un’offesa nei confronti della storia collettiva di questa città e di un attacco alle radici più profonde della nostra democrazia. Chi non lo capisce rinnega i valori civili e democratici su cui si fonda questo Paese."

Un atto vergognoso da parte di ignoti quello che, la notte scorsa, ha causato il danneggiamento della lapide in ricordo dei morti per la Resistenza a Porta San Paolo.
Un atto che è stato immediatamente censurato dal sindaco Veltroni in una dichiarazione dura e risoluta: "Un atto vandalico in uno dei luoghi simbolici della resistenza romana che ferisce la memoria collettiva della città . Uno sfregio insensato che offende quanti hanno sacrificato la vita, militari e civili, nella lotta contro il fascismo e l’occupazione dei […] Nel luogo di uno degli episodi più drammatici ed eroici della nostra storia – ha detto il sindaco – è stata inferta una ferita. Un gesto ottuso, provocato dall’ignoranza, che non deve e non può essere sottovalutato.

Allo sdegno del sindaco si è aggiunto quello del presidente della Regione Lazio Marrazzo: "L’estrema destra romana si sta rendendo protagonista di un’escalation di violenza che va osservato con grande attenzione e condannato con la massima fermezza. Dopo le vergognose aggressioni dei giorni scorsi, dobbiamo registrare anche oggi fenomeni di vandalismo neofascista a una sede dei Democratici di Sinistra alla Storta e l’incendio a opera di ignoti della corona d’alloro posta presso la lapide in memoria della Resistenza del 10 settembre 1943 a Piazza Porta San Paolo. Mi piacerebbe guardare in faccia i protagonisti di questi atti ingiustificabili – probabilmente dei giovani – e capire cosa li spinge all’odio e a infangare la memoria di ragazzi come loro, che hanno combattuto e perso la vita per la nostra libertà. Occorre fare appello a tutta la tolleranza che hanno dimostrato in questi anni i romani: sono convinto che questa città non si farà trasportare in un’assurda lotta completamente fuori dal tempo. "

Le reazioni di altri esponenti politici non si sono fatte attendere, infatti in un comunicato stampa congiunto della Sinistra Romana il fatto è condannato, se possibile, ancor più duramente: 

 "La profanazione, avvenuta questa notte, della lapide commemorativa della Resistenza romana del 10 settembre 1943 a Porta San Paolo è un doloroso oltraggio a tutta la città di Roma, medaglia d’oro della Resistenza. È la conferma che l’allarme lanciato in questo giorni sulla gravità della recrudescenza della violenza neofascista non va sottovalutato. Lunedì sera alle 19.30 saremo a Porta San Paolo per deporre una corona sotto la lapide profanata". Lo dichiarano, in una nota congiunta, i segretari cittadini Fabio Nobile (Pdci), Massimiliano Smeriglio (Prc-Se), Riccardo Mastrorillo (Verdi), Massimo Cervellini (coordinatore Sd) e i capigruppo capitolini Adriana Spera (Prc-Se), Nando Bonessio (Verdi) e Roberto Giulioli (Sd).


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