Interruzione squadrista in XI Municipio

La denuncia del Gruppo del Pd
Enzo Luciani - 29 Maggio 2009

Il 29 maggio, un gruppo di ignoti ha interrotto con atteggiamenti squadristi, schiamazzi, intimidazioni e insulti diretti al gruppo consigliare del Partito Democratico, la seduta del Consiglio Municipale in cui era prevista la discussione e la votazione di un Ordine del Giorno avente per oggetto: “Condanna occupazioni abusive”. A denuciare l’accaduto il Gruppo Consiliare del Partito Democratico in Municipio Roma XI.

"L’atto – dichiarano in un comunicato – (presentato in aula in data 22 maggio u.s. e sottoscritto da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione ad eccezione del Gruppo Consiliare Sinistra e Libertà) scaturiva dall’ennesima occupazione abusiva, nel quartiere Garbatella, di una palazzina in via Magnaghi, 5 di proprietà dell’ATER. La palazzina, già sede, fino a qualche settimana fa, degli uffici della V zona, è parte del patrimonio immobiliare dell’Ente la cui vendita è finalizzata all’estinzione delle ipoteche gravanti sulle abitazioni di circa 1700 famiglie del quartiere, ed era stata occupata e tempestivamente sgomberata dalle forze dell’ordine in data 21 maggio. Secondo quanto anticipato dagli occupanti abusivi in un volantino da loro distribuito, i locali avrebbero dovuto ospitare vari progetti tra cui una palestra, una scuola di musica, una ciclofficina e la redazione del giornale CORE e non famiglie in situazione di disagio abitativo. In situazioni di emergenza abitativa il Partito Democratico, come nel caso delle famiglie di Via Pincherle, ha difeso in passato il diritto alla casa contribuendo anche in maniera significativa con stanziamenti di bilancio da parte dell’Assessorato alle Politiche della Casa della Regione Lazio. Il PD del Municipio Roma XI ritiene inoltre che, anche grazie all’operato delle giunte di centro sinistra, Garbatella non sia un quartiere marginale in cui mancano servizi e strutture associative: conta, infatti tre teatri, tra cui il Palladium e tante palestre sia pubbliche sia private. Si tratta di decidere, ora, se stare dalla parte delle famiglie del quartiere oppure condannare tutti i tentativi di occupazioni abusive lesive dei diritti della collettività. L’episodio odierno si configura come un vero e proprio attacco squadrista alle istituzioni democraticamente elette e garanti dell’osservanza delle regole, come sancito dalla nostra Costituzione, nata dalla lotta al nazifascismo. Un conto è infatti il legittimo diritto a manifestare il proprio dissenso, altro è declinare questo diritto con attacchi personali gravissimi come quelli indirizzati alla figura del capogruppo del Pd.
Non tollereremo ulteriori atteggiamenti lesivi dei valori democratici che sono alla base delle istituzioni e continueremo comunque a difendere il diritto di ciascuno di esprimere in modo civile le proprie idee. Ricordiamo al Presidente Andrea Catarci che nel programma elettorale del Partito Democratico del Municipio Roma XI, che tanto ha contribuito alla vittoria della coalizione, era chiaramente esplicitato il rifiuto delle occupazioni abusive".

“Alla base della tensione di oggi – replica Catarci – c’è un tema, quello delle occupazioni, che non può essere affrontato né in maniera semplificatoria nè ricorrendo indiscriminatamente all’uso della forza pubblica, in quanto chiama in causa questioni sociali potenzialmente esplosive come l’emergenza abitativa e la carenza di spazi socio-culturali e d’aggregazione. Non solo. Migliaia di normalissime famiglie dei nostri quartieri, che a parole tutti affermano di voler difendere, vivono in una condizione di illegalità o semi-illegalità nelle case Ater, pagando l’indennità di occupazione e non essendo, per varie ragioni, i diretti assegnatari. Che si fa, si sgomberano tutti perché abusivi o si persegue la strada del confronto, dell’ascolto e della mediazione, come d’altronde ha fatto la Giunta Veltroni prima e sta facendo la Giunta Alemanno adesso? Ritengo che la strada sia ovviamente la seconda, quella che impone alla politica di utilizzare tutta la responsabilità di cui è capace nel governo di processi complessi, cercando di dar vita a forme realistiche di “emersione” e senza cedere alla tentazione ed alla propaganda muscolare. Non a caso lo avevamo chiaramente espresso nel programma della coalizione che ha sostenuto la mia candidatura alla Presidenza: ‘è necessario coordinare le politiche sociali e quelle per la sicurezza, con interventi complessi che individuino soluzioni adeguate ad ogni fenomeno ed affianchino una relativa azione di sostegno e reintegro al ripristino della legalità, con l’obiettivo di fornire accettabili soluzioni socio-abitative’. Se oggi la forza più consistente della coalizione, il PD, facendo riferimento unicamente al proprio programma elettorale, lancia una generica crociata contro tutte le occupazioni, dimenticando le complessive responsabilità di governo del territorio, vuol dire che si rende immediatamente necessaria una verifica all’interno della maggioranza locale. Dopo di che si capirà se si può riprendere l’azione comune – conclude Catarci – ed il programma con cui ci siamo presentati agli elettori o se ciò non è più possibile.”


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