Ischitella: nuovi interessanti ritrovamenti su Monte Civita

Ancora protagonista la Guardia di Finanza
di Michele Lauriola - 17 Settembre 2009

Un’operazione notturna nella vasta e impervia zona archeologica di Monte Civita in agro di Ischitella, ha permesso ai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di San Severo e della Brigata di Rodi Garganico, di recuperare altri preziosissimi reperti dalle mani di tombaroli senza scrupoli. Oltre 39 gli oggetti rinvenuti, tra cui 21 monili in bronzo, 5 lance, vasellame e pendagli.

“Non svolgiamo solo azioni repressive, ci spiega il Cap. Corrado Palmiotti, ma cerchiamo con impegno e molto lavoro, di tutelare e consegnare nelle mani giuste, oggetti di valore inestimabile”, contrastando così, traffici che cancellano in pochi minuti millenni di storia.

Molto deciso il Comandante della Brigata di Rodi Garganico, M.llo Claudio Maucione, che a microfoni spenti, sottolinea il grande valore storico ed archeologico del sito garganico ed il suo auspicio a che venga preso in considerazione con la giusta importanza e con tutte le accortezze del caso. “Siamo in presenza di reperti straordinari, racconta il C.te Maucione, mostrandoci le foto degli scavi, ed il più delle volte oltre ad essere attenti nelle operazioni di scavo, siamo preoccupati proprio per il valore immenso dei reperti”.

Soddisfazione e complimenti per il ritrovamento, sono state espresse dalla dott. Giovanna Pacilio della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Archeologici di Bari, nei confronti dei militari, considerati un “connubio indissolubile”. La Pacilio ha messo in evidenza come ancora una volta, dei singoli monili con la loro composizione, possono aiutare a datare con precisione l’anno di riferimento, la possibile influenza di altri popoli e magari stabilirne anche la provenienza.

La pasta vitrea e la resinosa Ambra, elementi che formano perle e monili, non solo costituiscono un valore intrinseco, ma come spiega la dott. Pacilio, hanno valenze apotropaiche, coinvolgendo negli studi necessariamente antropologi e paleontologi.

Oltre al corredo funebre, che di per sé giustifica la presenza di una ricca area che per comodità chiamiamo “necropoli”, durante la conferenza stampa, si è fatto riferimento certo, al ritrovamento di pietre di grosse dimensioni, pezzi di costruzione, dei veri massi, molto probabilmente testimonianza di un abitato.

Se così fosse, Monte Civita, potrebbe diventare terreno di studio, anche per certificare la presenza di abitanti, con tracce di attività umana all’interno del grande perimetro rurale. Nelle ultime ore si parla della scoperta di una grotta sotterranea che potrebbe diventare un vero e proprio supporto agli studi intrapresi e potrebbe svelare nuovi ed interessanti segreti.

Si pensa ad una presenza di Sanniti, (ipotesi irrobustita dal ritrovamento della testa di una statua con elmo militare) e, seppur con cautela, alla presenza di guerrieri etruschi, con un apparato scheletrico di gran lunga superiore alla media rispetto ai Dauni, che confermerebbe la tesi.

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Ma si tratta pur sempre di prime ipotesi, come quella riguardante il ritrovamento di armi al di fuori della tomba, motivo per ritenere gli stessi bottino di guerra.

Ma se la cautela nell’esporre le proprie tesi deve farci riflettere sulla difficoltà oggettiva di datare e certificare determinati oggetti rinvenuti, alla stessa maniera deve spronare le autorità locali e quanti possono intervenire in aiuto, a trovare i fondi necessari, per un grande museo della storia che abbia come obiettivo quello di trasmettere alle giovani generazioni, il patrimonio culturale incommensurabile che la terra garganica ci dona.

Il sindaco di Ischitella Piero Colecchia ed il suo vice Leonardo La Malva, sono pronti ad accettare la sfida e sono disponibili ad un impegno ulteriore, perchè Ischitella diventi un polo culturale di primo livello tra storia ed archeologia.

La proposta è quella di coinvolgere le scuole, magari con un concorso di idee, in maniera da attivare i giovani studenti e le loro famiglie, in questa battaglia contro il tempo. Si, perchè, non dimentichiamo, che ogni giorno che passa, è un giorno perduto.

 


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