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La Dolce Vita a Roma: omaggio a Monica Vitti

L'esposizione sarà aperta al pubblico a Roma, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale fino al 10 giugno

La Capitale torna ad omaggiare in una grande esposizione fotografica le vite, le svolte, lo stile, i film di Monica Vitti, l’artista e la donna più amata dagli italiani.

“La dolce Vitti” è il titolo della mostra fotografica e multimediale dedicata a una delle artiste che ha segnato la storia del cinema italiano, con i suoi occhi sinceri e quella voce inconfondibile.

L’esposizione sarà aperta al pubblico a Roma, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale fino al 10 giugno. Monica Vitti è stata una grande interprete, dal talento unico. Musa del regista Michelangelo Antonioni. Insieme hanno formato un sodalizio artistico e sentimentale unico. Il regista impegnato la dirige in capolavori come L’avventura, La notte, L’eclisse, Deserto rosso. Film che per primi affrontano le nevrosi, i sentimenti in crisi. In una sola parola il cinema esistenziale.

La mostra ripropone le tappe fondamentali della vita professionale dell’attrice: il Teatro, il Doppiaggio, Michelangelo Antonioni, il Cinema Comico e l’evoluzione della Vitti in ‘autrice’, la TV.

Il primo ambiente del percorso espositivo accoglie il visitatore con grandi ‘veli’ fotografici e un elemento chiave della Mostra: la voce dell’attrice. Quella voce roca, singolare, così controcorrente rispetto ai canoni dello spettacolo, che è stata una delle chiavi della sua arte. In questo senso l’esposizione si pone anche con un connotato di ‘installazione sonora’.

La sala del ‘Teatro’ ci racconta con straordinarie immagini gli anni dell’apprendistato della giovane Maria Luisa Ceciarelli, nata il 3 novembre 1931, iscritta alla Silvio d’Amico nell’anno accademico 1950-’51, dopo aver compreso, già a 14 anni, che recitare le avrebbe salvato la vita. Una ragazza che spicca per altezza, slancio, e una sincera propensione al dramma e ai tragici. E che un maestro assoluto del teatro come Sergio Tofano riconosce, con due indicazioni contrarie: le dice che è un vero talento comico, e di cambiare nome.

L’avvenire darà Monica Vitti, e una grande attrice (anche) comica. Le foto ce la regalano accanto a mostri sacri come lo stesso Tofano, Eduardo, Albertazzi, Zeffirelli, Orsini, la Pagnani, Vittorio De Sica.

La sala del ‘Doppiaggio’ offre una postazione di ‘video-ascolto’ in cui la voce della Vitti risuona a doppiare il personaggio interpretato da Dorian Gray ne Il grido di Michelangelo Antonioni. È il 1957, e la nascita di un sodalizio, sentimentale e artistico, fondamentale per lei e la sua carriera, e capitale per la storia del cinema. ‘Antonioni mi ha ascoltata vivere’ dice Monica. Insieme hanno dato un pugno di modernità all’arte, in un arco fulminante dal 1960 al ’64: L’avventura, La notte, L’eclisse, Il deserto rosso. Sono fotografie di lancinante bellezza, che stringono un’epoca. L’incomunicabilità, l’alienazione, la crisi dei sentimenti: il moderno nel cinema mondiale è racchiuso qui, in questi film amati, contestati, imitati, divenuti un libro di testo del Novecento. Un altro momento multimediale, un ‘libro espanso’ digitale di testi e immagini da sfogliare, fa entrare lo spettatore più dentro a questa grande storia del cinema.

La quarta tappa tocca il ‘Cinema Comico’. Dopo i fasti, i Festival internazionali, i premi che la consacrano fino in America come la musa del cinema di più impervio impegno, la commedia consegna Monica alla popolarità e all’amore del grande pubblico.

Il curatore Nevio De Pascalis spiega: “E’ rimasta un’attrice unica probabilmente perché al di là delle sue doti da attrice, forse perché è riuscita ad arrivare nel cuore della gente, attraverso i suoi film, attraverso la televisione, è sempre stata un’attrice sincera”. L’ultima parte della mostra porta in luce la Vitti diva sulle copertine dei giornali di tutto il mondo, ma anche l’autrice e sceneggiatrice dei film del marito, Roberto Russo, e il suo lato più popolare in tante apparizioni televisive.

 

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