La fisarmonica verde al Teatro Torlonia

Il 26 e il 27 gennaio in scena per la regia di Ulderico Pesce, su testo di Andrea Satta  
Bruno Cimino e Bruna Fiorentino - 24 Gennaio 2019

In scena al Teatro Torlonia il 26 e il 27 gennaio 2019, per la regia di Ulderico Pesce, su testo di Andrea Satta, per raccontare la storia di una ricerca: quella di un figlio nei luoghi di vita del padre scomparso, sulla traccia di tre oggetti: un cappotto russo, una fisarmonica verde smeraldo e un documento che denuncia una singolare strage di internati politici avvenuta nel campo di Lengenfeld, in Germania, nel 1945. Una Produzione Têtes de Bois – Centro Mediterraneo delle Arti. Lo spettacolo si inserisce nel progetto MEMORIA genera FUTURO, programma di appuntamenti coordinato da Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2019

Una storia vera, la storia di un uomo normale, mica un eroe. Uno che partì in guerra perché si doveva partire e che tornò anche se era difficile tornare e, tra andare e venire, ingoiò momenti di tragedia assoluta e sputò straordinario coraggio. La fisarmonica verde racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso la storia di un rapporto fra un padre, Gavino, e un figlio, Andrea. Gavino Esse, di origine sarda, che è stato internato in un campo di concentramento in Germania, uomo “arcaico” e grande “narratore di silenzi”, diventa così il protagonista di un racconto ricostruito sui fili invisibili della memoria, intrecciato agli oggetti che Andrea ritrova lungo il viaggio nella sua storia familiare, indissolubilmente legata alla grande Storia del Novecento. La storia nera della guerra che ha segnato la generazione di uomini a cui apparteneva il padre defunto, e che ora Andrea, mosso dal desiderio di comprendere il racconto della sua vita, attraversa ripercorrendolo tappa dopo tappa.

Con una bicicletta, in giro per la Sardegna, i ricordi diventano più precisi, i racconti più chiari nella memoria. Gli oggetti ritrovati sembrano parlare, guidano Andrea come una bussola. Un cappotto russo, una fisarmonica verde smeraldo, un documento a firma di Gavino e di altri internati politici del campo di concentramento di Legenfeld, la denuncia di una vera e propria strage commessa da Joseph Hartmann quando decise, il 14 aprile 1945, di chiudere in una baracca di legno un centinaio di internati politici. Quel documento spinge Andrea a sapere di più. Ecco allora che intraprende il suo viaggio, deciso a visitare i luoghi di origine di suo padre: Luogosanto, la Gallura, la Sardegna; nel segno di un’avventura incredibile, quella di un uomo normale. «Una genesi complicata: trae inizio da un viaggio in bicicletta avvenuto subito dopo la morte di papà alla caccia dei luoghi dove era stato internato – commenta l’autore Andrea Satta Mio padre era un grande narratore di silenzi. È cresciuta, sempre più, la voglia di vedere questi luoghi con gli occhi di chi hai perduto per sempre e di recuperare un sale che è lì che abita. Un sale che dà senso alla vita. La ricerca della verità è il movente che mi ha spinto a scrivere e a pensare a uno spettacolo a tutto tondo che utilizza i sensi».

Lo spettacolo si inserisce nel progetto MEMORIA genera FUTURO, programma di appuntamenti coordinato da Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2019.

 

INFO

TEATRO DI ROMA_ Teatro Torlonia_ Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma RM

Biglietteria Teatro di Roma _ tel. 06.684.000.311/314

www.teatrodiroma.net

Biglietti: intero 12€ _ ridotto 8€

Orari spettacolo: 26 gennaio ore 20 _ 27 gennaio ore 17

 

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

 


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