

L'Europa spinge per le fonti rinnovabili. Costa (Regione Lazio): un sistema eco-sostenibile crea nuove opportunità di lavoro
Il futuro energetico dell’Europa è legato allo sviluppo di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili. Questo è l’obiettivo dei Paesi dell’UE – in accordo con le direttive di Kyoto e gli studi delle maggiori organizzazioni ambientali mondiali –; obiettivo presentato all’interno della manifestazione EnergiAmbiente 2009 (20 gennaio 2009), promossa dal Polo IFTS – Energia Ambiente della Regione Lazio. All’interno del rapporto ONU sull’occupazione ambientale e le professioni “verdi”, denominato “Green Jobs” e presentato dall’ILO (Ufficio Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite) nel corso della manifestazione, sono state infatti delineate le politiche europee per il futuro dell’Unione, mettendo in risalto l’aspetto della eco-sostenibilità nel mondo del lavoro, a trecentosessanta gradi.
E cosa significa questo per l’Europa e soprattutto per l’Italia? Innanzitutto una ridefinizione del modo di produzione e utilizzazione dell’energia a vantaggio dell’ambiente, e poi la conseguente riprogettazione del sistema economico-amministrativo soggiacente. Più una correzione di rotta che un vero e proprio rovesciamento del sistema, perché tutti gli strumenti e le conoscenze sono già a portata di mano nella maggior parte dei Paesi industrializzati del mondo. I sistemi di produzione eco-compatibili, lo sviluppo sostenibile e le tecnologie per il recupero e la valorizzazione dei materiali di scarto sono tutt’ora una realtà concreta, perfino attuabile. Occorre solo la volontà e lo sforzo comune di tutti i Paesi impegnati nella lotta per la salvaguardia del pianeta e delle società.
Il rapporto “Green Jobs – Verso lavori dignitosi in un mondo sostenibile e a basse emissioni di CO2” fotografa infatti la situazione dei lavori “verdi” esistenti nei settori chiave dell’economia e prova a stimare la crescita di tali occupazioni in relazione alla migrazione da un sistema energetico tradizionale ad un sistema eco-sostenibile. In altre parole si cerca di valutare quanto incidono le professioni “ad orientamento ambientale” nel passaggio da un’economia basata sul consumo ad una basata sul recupero-rinnovo delle fonti.
Per il 2020 l’Europa ha infatti stabilito alcuni obiettivi ambiziosi quanto incisivi per lo sviluppo di un sistema sostenibile, tra i quali: la produzione di energia da fonti rinnovabili al 20% del totale dell’energia prodotta; la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera; un’efficienza energetica che punti ad un risparmio pari al 20%; una minore dipendenza dall’import energetico (che oggi si attesta a più del 50% dell’energia consumata).
Per far sì che questo accada, però, è necessario l’impegno di tutti i Paesi dell’Unione Europea, che beneficeranno così non solo di un territorio più sano ma anche di un nuovo sistema economico competitivo ed efficiente. Dal 1996 al 2001, secondo il rapporto, gli occupati in professioni “verdi” sono cresciuti del 41%, e i posti di lavoro sono aumentati di quasi 100mila unità. Un capitale questo che la Regione Lazio intende sfruttare al meglio.
Ma in che modo la Regione opera in questa direzione? Secondo l’Assessore all’Istruzione, Diritto allo Studio e Formazione Silvia Costa, nel suo settore in particolare “la sfida è quella di realizzare percorsi formativi post diploma o post laurea con sbocchi professionali, utili allo sviluppo dei processi produttivi, ma anche con compito di formazione e aggiornamento dei docenti delle scuole superiori e di ricerca”. Lo sviluppo dunque di un asset di “competenze tecniche nel settore della sostenibilità, delle energie rinnovabili e del risparmio energetico”.
La strategia punta dunque all’inserimento nel mondo del lavoro di professionalità formate anche sul piano tecnologico e normativo di sistemi eco-sostenibili; professionalità che quindi portano con sé valore aggiunto da trasformare in capitale per le aziende. In questo modo la formazione diventa strumentale alle reali esigenze del mercato del lavoro e all’occupazione.
E come è possibile trasformare politiche energetiche in occupazione?
Secondo un’analisi dell’ISES Italia – International Solar Energy Society, sezione nazionale – un’azienda di 20 dipendenti produce circa 2000 metri quadri di collettori solari all’anno. Con le stime di crescita dell’energia rinnovabile, in Italia, dal 3% attuale al 7,5% previsto per il 2012, il volume del mercato del lavoro in questo settore triplicherà nei prossimi quattro anni. Questo significa un mini boom per la nostra economia.
Ma per far sì che accada occorre formare competenze specifiche, personale qualificato per l’installazione e la manutenzione degli impianti e soprattutto progettisti e sviluppatori. Senza considerare l’occupazione indotta (segretarie, commercialisti, fornitori, operai, eccetera).
In Germania, tanto per avere un’idea generale, gli eco-lavori hanno un impatto di 235mila unità (raddoppiati negli ultimi due anni!).
La Finanziaria 2008 ha introdotto, inoltre, misure significative in merito. Detrazione sull’ICI per chi installa sistemi eco-sostenibili per uso domestico; sgravi IRPEF anche del 55% sulle spese per la sostituzione di infissi, isolamento delle pareti e installazione di pannelli fotovoltaici; risparmi fino al 70% sul riscaldamento in caso di installazione di impianti geotermici; e così via. Il tutto, in un appartamento di circa 100 metri quadri, porterebbe ad un risparmio tale da ammortizzare la spesa degli impianti in pochissimi anni.
Link utile: www.poloenergiambiente.it
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