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La ripulitura del Mausoleo di Cecilia Metella

La Sovrintendenza Archeologica di Roma sostiene le operazioni di intervento appena partite

Una buona notizia dal parco dell’Appia Antica. L’8 febbraio infatti sono iniziate le operazioni di pulitura della sommità del Mausoleo di Cecilia Metella al terzo miglio dell’Appia Antica. L’intervento è sostenuto con fondi propri della Sovrintendenza Archeologica di Roma e con l’ausilio di un braccio meccanico.

“Si può accedere alla sommità solo con la piattaforma – racconta Livia Giammichele, funzionario della Sovrintendenza Archeologica per l’Appia Antica nel corso del sopralluogo al monumento – perché nel rivestimento di travertino del monumento c’è un varco che dà accesso alla scala medievale originaria che porta alla sommità del monumento dove ci sono le merlature per il passaggio di ronda quando il mausoleo era il mastio più alto del Castrum Caetani”.

Il Mausoleo, infatti, venne inglobato dal palazzo baronale dei Caetani nel 1302. Complesso che è stato restituito al grande pubblico dopo un intervento di restauro con fondi previsto per il Giubileo.

E oggi, nell’area antistante, un tempo segnata dal perimetro del Castrum Caetani, spicca la chiesa di San Nicola dei Caetani, in stile gotico cistercense esemplare unico a Roma, al centro di un intervento di restauro: “E’ in corso l’intervento di restauro delle creste murarie della chiesa e anche dei manufatti lapidei interni – continua la Giammichele – sostenuto con 120mila euro di fondi della soprintendenza. In previsione, se bastano i soldi, puntiamo alla riapertura dell’ingresso originario della chiesa, murato per ragioni statiche da Munoz negli anni Cinquanta. La conclusione entro l’anno”.

Si spera quindi che l’antico mausoleo con forma circolare costruito nel I a. C. per la giovane Cecilia Metella (si legge nella lastra sul monumento), figlia di un certo Quinto Metello, famiglia potente in quei tempi a Roma, possa ritornare a mostrare ancora la sua grande imponenza insieme alla fortezza medievale, che più di ogni restauro, lo ha conservato fino ai nostri giorni.

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