

La riserva naturale del quadrante nord-ovest brucia ancora. Fiamme alte e una colonna di fumo denso avvolgono il colle a partire dalle 15:30
Non si tratta più di una semplice fatalità estiva, ma della palese radiografia di un abbandono. Il parco urbano di Monte Ciocci torna letteralmente a ceneri per la terza volta in meno di quaranta giorni.
Erano circa le 15:30 quando una nuova colonna di fumo denso ha iniziato a levarsi dal versante confinante con la zona Trionfale.
Mancanza di manutenzione preventiva e vegetazione essiccata hanno fatto da esca perfetta: nel giro di pochi minuti, il rogo si è allargato a macchia d’olio avanzando minaccioso verso il fondo valle fino a sfiorare l’asfalto all’altezza di via di Valle Aurelia.
Mentre il fumo invadeva le finestre delle abitazioni limitrofe, sul posto sono dovute confluire d’urgenza diverse autopompe dei Vigili del Fuoco affiancate dai moduli della Protezione Civile:
Battaglia contro le fiamme: I soccorritori hanno dovuto faticare per arginare il fronte del fuoco, evitando che il rogo travolgesse infrastrutture e snodi viari.
Traffico bloccato: L’arteria stradale è stata parzialmente interdetta, scatenando il caos sul traffico locale con deviazioni d’emergenza e file chilometriche di automobili rimaste intrappolate.
Il bilancio per questa porzione di verde pubblico a nord-ovest si fa drammatico se si ripercorrono le tappe delle ultime settimane:
Il primo sfacelo (31 luglio): Un incendio imponente sbranò ettari di collina, richiedendo un intervento prolungato e massiccio per lo spegnimento.
Il blitz del piromane (agosto): Un uomo visibilmente alterato appiccò il fuoco a un cumulo di scarti e vegetazione secca a pochi metri dalla pompa di benzina posizionata lungo la via d’accesso alla riserva.
Il rogo odierno: L’ultimo capitolo di una serie nera che ripropone con forza il tema della sicurezza e della custodia del territorio comunale.
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