L’Agenda del Parco 2021: 1-15 maggio. La Via Prenestina nei primi secoli: tesori (per ora) nascosti e tesori esportati dal territorio

Olga Di Cagno - 1 Maggio 2021

9. All’incrocio con via Tor Tre Teste nel 2013 è stato rinvenuto un tratto di Prenestina Antica (50 m di basolato, databile al I sec. a.C.) con ai lati i resti di ben 22 mausolei di famiglie patrizie (complessi funebri, come le attuali tombe di famiglia), in un’area di 5.000 mq e che ambiva a diventare un piccolo parco archeologico, grazie a un accordo tra Soprintendenza e il gruppo Cremonini.

Intoppi vari (sollevati anche dal Municipio Roma 5) hanno finora impedito la realizzazione del progetto e tutta l’area è in stato di abbandono.

Un positivo esempio di valorizzazione privata di reperti antichi è invece sulla via Prenestina al civico 911, realizzata dal Concessionario di autovetture Valentino, dove all’esterno oggi si possono ammirare anche i resti archeologici.

Qui demolendo un capannone è stata rinvenuta una necropoli (che potrebbe essere stata costruita tra il I sec. a.C. e gli inizi del II d.C.) con 144 tombe e 6 mausolei a pianta quadrata con decorazioni, allineati lungo un tratto di basolati della Prenestina.

Oltre il GRA, al km 10,8 di via Prenestina sorge il sepolcreto di Colle della Mentuccia dove furono rinvenute una decina di tombe di tipo a fossa e una a camera. Nella Tenuta di Torre Angela Vecchia si possono ammirare alcuni tratti dell’Acquedotto Alessandrino. Al km 13,9 ci sono i resti di una cisterna, probabilmente costruita sotto l’imperatore Adriano.

La Prenestina passa ancora oggi sull’antico Ponte di Nona (chiamato così perché posto al IX miglio della strada), imponente opera di ingegneria romana che ingloba anche un ponticello più antico del II sec. a.C.

I tesori strappati al territorio

Nei secoli passati lungo la Prenestina sono state trovate e strappate al suo territorio opere d’arte incomparabili, tra cui: il grande puteale delle menadi danzanti (nella foto) ora al Museo Nazionale Romano; il mosaico con il ratto di Europa alla Gliptoteca di Copenhagen; i mosaici con pesci, uccelli e frutta della sala degli Animali al Museo Vaticano; la statua del Ganimede di Centocelle al Museo Nazionale Romano; la Venere di Doidalsas, l’Antinoo Braschi e il Sileno nella sala delle Muse dei Musei Vaticani; il gruppo di Bacco e Ampelo al British Museum; il gruppo di satiro ed ermafrodito, le statue di Dioniso e di Iside all’Ince Blundell Hall; la Minerva al Nationalmuseum di Stoccolma.

Per non parlare di tutti i capolavori trovati nel ’700 negli scavi di Gabii, tra cui la famosissima Artemide di Prassitele, oggi al Louvre.

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