

Denunciati 44.385 incidenti nell'ultimo anno. A Roma l'incremento più alto (+8,3%). La Cgil lancia l'allarme sugli over 75: infortuni aumentati dell'88%
La morte di Diego Palladino, il 57enne travolto da una colata di cemento a Guidonia pochi giorni fa, è solo la punta dell’iceberg di una crisi che attraversa tutto il settore del lavoro nel Lazio.
Secondo la Cgil Roma e Lazio, il modello imprenditoriale attuale sacrifica la sicurezza sull’altare del profitto, con rischi particolarmente gravi nella filiera degli appalti.
I numeri del 2025 parlano chiaro. Nella provincia di Roma si sono registrate 35.314 denunce di infortuni, in aumento dell’8,3% rispetto all’anno precedente.
Peggioramenti significativi si registrano anche a Frosinone (+6,3%) e Latina (+1,3%), con settori critici come trasporti, sanità, commercio, vigilanza, ristorazione e costruzioni costantemente sotto pressione.
L’aspetto più drammatico riguarda l’età dei lavoratori coinvolti. Tra gli over 75 gli infortuni sono cresciuti dell’88%, mentre nella fascia 70-74 anni l’incremento è stato del 29%. I decessi tra gli over 65 sono passati da tre nel 2024 a dieci nel 2025.
A questo si aggiunge un fattore climatico sempre più pesante: uno su cinque degli incidenti mortali si è verificato nel mese di luglio, colpendo lavoratori esposti al caldo estremo e dimostrando la necessità di nuovi protocolli di sicurezza contro le temperature elevate, soprattutto nei cantieri e nella logistica.
Per sensibilizzare le istituzioni e denunciare questa deriva, la Cgil parteciperà alla mobilitazione indetta dai comuni di Artena e Colleferro.
L’appuntamento è per sabato 7 febbraio 2026, alle ore 10:30, ai Giardini Don Nicola Fontana.
L’obiettivo è ricordare le vittime del lavoro e chiedere interventi concreti sulla filiera degli appalti e sulla prevenzione degli incidenti.
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