Tragedia a Guidonia: operaio muore travolto nel silos. Sindacati in sciopero: “Basta stragi”

L'incidente in via Sant'Angelo Romano durante le operazioni di manutenzione. La vittima, 57 anni, lavorava per una ditta in appalto

Erano da poco passate le 20 di ieri lunedì 2 febbraio quando si è consumato l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro.

Nonostante il rapido intervento dei sanitari del 118, per l’uomo – dipendente di una ditta esterna impegnata nella manutenzione dei silos – non c’è stato nulla da fare.

Un decesso che riaccende l’allarme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e che ha immediatamente fatto scattare le verifiche da parte dell’Ispettorato del Lavoro, ora impegnato a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e ad accertare il rispetto delle norme di protezione previste.

La tragedia ha provocato una risposta immediata da parte dei lavoratori. Dalle 6 di questa mattina, martedì 3 febbraio, è scattato uno sciopero di otto ore.

La mobilitazione, indetta da Fillea Cgil e Feneal Uil, punta il dito contro il sistema degli appalti, indicato come l’anello più fragile della catena della sicurezza.

«È un atto di dolore e rabbiadichiarano i sindacati –. Non è accettabile che la vita umana venga dopo i tempi della produzione. Chiediamo alle istituzioni l’attuazione immediata del piano regionale sulla salute e la sicurezza».

La morte dell’operaio a Guidonia si inserisce in un inizio d’anno già segnato dal sangue nel Lazio. Solo poche settimane fa, a Colleferro, aveva perso la vita Erri Talone, 41 anni, rimasto schiacciato da un trasformatore di 50 quintali.

immagine di repertorio

Due tragedie avvenute in contesti simili – aziende legate ai materiali edili e alle attività di manutenzione – che riportano al centro una criticità strutturale del settore delle costruzioni e dell’industria pesante regionale.

Intanto le indagini proseguono. Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione su diversi aspetti chiave: dalle procedure di sicurezza adottate per l’ingresso nei silos, al ruolo dell’appalto e alla formazione del personale della ditta esterna sui rischi specifici del sito.

Al vaglio anche le attrezzature utilizzate, per capire se a causare il rilascio del cemento sia stato un guasto meccanico o un errore procedurale.

Un quadro complesso, che ancora una volta solleva interrogativi pesanti su prevenzione, controlli e responsabilità, mentre una nuova vittima del lavoro viene aggiunta a un bilancio che continua ad allungarsi.


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