

Tra studenti, istituzioni e rappresentanti del mondo culturale, si è svolta la giornata dedicata agli 80 anni del suffragio femminile e dell’ingresso delle donne nell’Assemblea Costituente
Ottant’anni dopo quel primo storico voto, Roma ha scelto di ricordare le donne che contribuirono a cambiare il volto del Paese partendo proprio dalle nuove generazioni.
In Campidoglio, tra studenti, istituzioni e rappresentanti del mondo culturale, si è svolta la giornata dedicata agli 80 anni del suffragio femminile e dell’ingresso delle donne nell’Assemblea Costituente.
L’iniziativa, dal titolo “2 giugno, le donne votano e entrano nella Costituente”, è stata promossa da Anpi Roma e dalla Fondazione Nilde Iotti con il patrocinio di Roma Capitale attraverso l’assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro.
Un appuntamento pensato soprattutto per le scuole, con circa 300 studentesse e studenti romani chiamati a riflettere su uno dei passaggi più importanti della storia democratica italiana.
Al centro dell’incontro il ruolo delle cosiddette “madri costituenti”, le 21 donne elette il 2 giugno 1946 nell’Assemblea incaricata di scrivere la Costituzione repubblicana. Una presenza allora rivoluzionaria, arrivata nello stesso giorno in cui le italiane votarono per la prima volta a livello nazionale.
Nel suo intervento, il sindaco Roberto Gualtieri ha ricordato il valore storico e simbolico di quella data, sottolineando il contributo decisivo delle donne nella nascita della Repubblica e nella costruzione della democrazia italiana.
“Le madri costituenti meritano un posto centrale nella storia democratica del nostro Paese”, ha spiegato il primo cittadino, ricordando come molte di loro fossero reduci dall’esperienza della Resistenza e avessero portato nella Carta costituzionale una visione nuova della società, dei diritti e delle istituzioni.
Gualtieri ha poi richiamato uno dei passaggi più significativi della Costituzione, l’articolo 11 sul ripudio della guerra, evidenziando come il contributo femminile abbia inciso direttamente nella scrittura di alcuni principi fondamentali della Repubblica.
Nel corso dell’evento è intervenuta anche l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli, che ha definito il 2 giugno 1946 “un momento di rifondazione civile e democratica dell’Italia” dopo gli anni del fascismo. Secondo Pratelli, l’ingresso delle donne nella vita politica non rappresentò soltanto una conquista elettorale, ma una ridefinizione stessa del concetto di cittadinanza.
L’assessora ha però ricordato come il percorso verso una piena parità sia ancora incompleto. Le conquiste ottenute negli ultimi decenni, ha spiegato, affondano le radici proprio nel lavoro di quelle 21 donne che contribuirono a scrivere la Costituzione, ma restano ancora aperte molte sfide sul piano sociale, lavorativo e culturale.
All’iniziativa hanno preso parte anche Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, e Marina Pierlorenzi, in un confronto che ha intrecciato memoria storica, educazione civica e riflessione sul ruolo delle donne nell’Italia contemporanea.
L’appuntamento in Campidoglio si inserisce nelle celebrazioni dedicate agli ottant’anni della Repubblica e del voto femminile, ma assume anche il valore di un messaggio rivolto alle nuove generazioni: ricordare che la democrazia italiana nasce anche dal coraggio e dall’impegno politico di quelle donne che, nel dopoguerra, entrarono per la prima volta nelle istituzioni contribuendo a riscrivere il futuro del Paese.
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