L’Icrace e le sfide dell’innovazione

Intervista al presidente del Consorzio Stefano Rocchi
Vincenzo Luciani - 12 Aprile 2021

L’Icrace (Istituto Consorziale Romano Attività Cooperativistiche Edificatrici) con sede in viale Sacco e Vanzetti 46, nasce nel 1965 come consorzio a cui aderiscono 11 cooperative.

Nel 1978 inizia la sua attività realizzando 169 alloggi all’interno del ex Piano di Zona 167 Tiburtino sud. Dal 1978 ad oggi realizza complessivamente circa 2000 alloggi, con o senza contributi pubblici, in vari quartieri di Roma e della provincia tutti assegnati con atto notarile ai propri soci.

In un’intervista ad Abitare A nel novembre del 1987 l’allora presidente Franco Vicini, in questa stessa sede, mi disse che il Consorzio, dopo aver dato la possibilità di una casa in proprietà a numerose famiglie di soci, era impegnato nel dare risposta ad una esigenza fortemente sentita, quella del recupero abitativo. E, ancora, che l’attività del Consorzio sarebbe stata rivolta alla soddisfazione della domanda proveniente da una notevole fascia di cittadini che vuole case qualitativamente diverse, inserite in un contesto qualitativamente superiore puntando tutto sulla qualità.

Come stanno oggi le cose e quali obiettivi si pone l’Icrace? Lo chiediamo a Stefano Rocchi che dal 2016 ne è il presidente.

Nel corso dei 50 anni, attraverso il positivo e costruttivo rapporto con i soci, siamo riusciti a consentire l’accesso ad una casa a quanti avevano difficoltà a costruirsi una vita familiare in un alloggio di proprietà, contribuendo al coronamento di un “sogno” di tanti cittadini romani.

Nella nostra storia aziendale abbiamo sempre messo al centro i nostri soci. Oggi, forse anche più di prima, avvertiamo l’esigenza di lavorare per permettere ai nostri giovani di pensare al proprio futuro sotto un tetto stabile e confortevole. La nostra filosofia non è cambiata. Al centro di tutto rimangono i soci e la qualità dell’abitare fatta di “vecchie” e “nuove” esigenze. Siamo convinti tuttavia che una migliore qualità dell’abitare non sia solo legata al benessere ed al comfort del proprio alloggio ma passi, anche, attraverso delle buone relazioni sociali nel contesto urbano in cui si risiede. Quartieri, dunque, ad elevata sostenibilità ambientale e sociale. È dimostrato, infatti, che la presenza di spazi verdi, di una mobilità intelligente e di centralità di aggregazione sociale contribuiscano, in maniera rilevante, a vivere meglio il rapporto con la propria casa. Per questo nei nostri programmi costruttivi ci sforziamo di guardare all’intero contesto favorendo, attraverso la “semplice” progettazione dei nostri complessi edilizi, la migliore coesione sociale.

Da alcuni anni stiamo assistendo ad una crisi economica ed edilizia con vendite immobiliari bloccate, con in aggiunta una crisi pandemica dalla quale ancora si fatica ad uscire. Come sta reagendo a questo stato di cose l’Icrace?

Noi siamo impegnati (con un 40% delle nostre risorse umane) con sempre maggiori difficoltà per trovare soluzioni ai problemi legati al completamento dei vecchi programmi. In molti programmi di edilizia nei piani di zona in cui siamo coinvolti, il prezzo massimo di cessione (costo degli alloggi definito dalla Convenzione comunale) risulta essere superiore a quello di mercato creando difficoltà nell’equilibrio economico-finanziario del programma stesso e ridefinire un nuovo prezzo dei suddetti alloggi risulta, per la cooperativa, compito molto più delicato rispetto a quello di un privato costruttore. In tutti questi anni inoltre è molto cambiato l’atteggiamento dei soci nei confronti del Consorzio. Registriamo uno sfilacciamento nel rapporto cooperativa-soci, con questi ultimi che hanno sempre più un rapporto da “clienti” più che da cooperatori. E in proposito anche noi siamo chiamati ad un’autocritica e ad operare per una ricucitura dei nostri rapporti con loro.

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Ed anche per questo, attualmente l’Icrace, per il 60%, è fortemente impegnato sul terreno delle innovazioni.

Può dirci quali?

La prospettiva in direzione della quale ci muoviamo è la rigenerazione dei quartieri, a partire dalla riqualificazione energetica. Anche in quanto Presidente della Rete Imprese Ri.Ge.N.E.R.A mi occupo del coordinamento e della gestione di progetti di riqualificazione energetica su edifici residenziali e di rigenerazione urbana. Siamo impegnati in un progetto europeo di riqualificazione energetica per un edificio di Colli Aniene. Abbiamo in corso un’operazione pilota nell’edificio 12 di via Efisio Orano con la realizzazione di un progetto con tecnologie di avanguardia. Le abitazioni costruite 40 anni fa presentano problemi dal punto di vista dell’efficientamento energetico. Ed è su questo punto interveniamo come rete d’imprese ossia realizzando un progetto che deve diventare un modello per Colli Aniene. Si tratta di un intervento cosiddetto ‘pesante’.

 Gli abitanti come hanno risposto?

Abbiamo scelto questo edificio proprio per l’interesse mostrato dagli abitanti per la finalità di collaborazione e per le dimensioni del condominio, composto da 5 scale e 80 appartamenti. Interverremo sull’edificio utilizzando tecnologie importanti con l’obiettivo di ridurre la bolletta energetica almeno dell’80% rispetto all’attuale.

Esistono infatti le tecnologie per portare l’efficientamento al massimo livello. I residenti dell’edificio potranno superare i disagi causati ad esempio dall’umidità e dalle escursioni termiche. L’intervento proposto offrirà un notevole miglioramento non solo per il risparmio energetico ma anche per la salubrità degli appartamenti.

Una delle principali sfide è ottenere tecnologie all’avanguardia scientificamente convalidate per la ristrutturazione profonda degli edifici esistenti, mantenendo il costo degli interventi il più basso possibile. Quindi il coinvolgimento degli abitanti e la trasparenza delle informazioni creeranno le basi per l’implementazione e la replicabilità delle soluzioni.

Oggi le cooperative come la nostra devono assolutamente rivisitare la loro missione.

 In che modo e in quale prospettiva?

Partiamo dal risparmio energetico. Gli ultimi studi effettuati da importanti istituti di ricerca affermano che oltre il 40% dei consumi energetici è addebitabile agli immobili residenziali e che, quindi, gran parte del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Unione Europea sulla riduzione delle emissioni di CO2, passa dalla riqualificazione e dalla costruzione di residenze ad alto risparmio energetico. Le nostre cooperative partecipano attivamente, da diversi anni, a questo lavoro di efficientamento energetico attraverso la realizzazione di alloggi in classe “A” per i nostri nuovi soci e costruendo con i nostri “vecchi” soci percorsi che, realizzando interventi di riqualificazione energetica, portano a ricostruire il rapporto mutualistico sulla base delle nuove esigenze nell’abitare. Poter garantire ai nostri soci, oltre che alloggi confortevoli, anche bollette energetiche leggere è diventata, dunque, una priorità sulla quale vogliamo costruire una parte importante del rapporto con i soci nei prossimi anni.

Siamo impegnati con BuildHeat che mira a elaborare una serie di soluzioni di retrofit affidabili, efficienti dal punto di vista energetico e convenienti per case multifamiliari, la cui esecuzione è facilitata da sistemi HVAC, facciate e ICT industrializzati, modulari e flessibili resi disponibili sul mercato. Nonostante la convenienza, le soluzioni innovative sono più costose rispetto a quelle standard. La Rete Ri.Ge.N.E.R.A. e la nostra cooperativa vogliono valorizzare il lavoro fatto con il progetto BuildHeat mirando a sfruttare, al meglio, gli investimenti privati e pubblici aggregando i clienti in comunità efficienti dal punto di vista energetico anche con l’obiettivo di attrarre importanti e grandi investitori.


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