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Meningite nel Kent, paura per 16 studenti romani. Ma la Asl rassicura: “nessun pericolo”

Nel frattempo, il Ministero della Salute ha diffuso una circolare indirizzata alle Regioni e agli enti competenti, invitando a mantenere alta l’attenzione senza però alimentare preoccupazioni eccessive

La notizia del focolaio di meningite nel sud dell’Inghilterra ha fatto rapidamente il giro delle famiglie, accendendo l’attenzione anche a Roma.

A destare preoccupazione è stata la presenza, proprio nell’area interessata, di sedici studenti dell’istituto paritario Gesù-Maria al Fleming, in questi giorni impegnati in una vacanza studio.

Ore di apprensione, comprensibili, ma rientrate nel giro di poco tempo. Le autorità sanitarie hanno infatti chiarito che non esistono rischi concreti per i ragazzi, rassicurando genitori e scuola.

Il gruppo, composto da studenti tra i 9 e i 12 anni, si trova nel Kent, dove è stato individuato il focolaio, concentrato in particolare nella zona di Canterbury. Tuttavia, secondo le verifiche effettuate, le attività si sono svolte in condizioni di sicurezza e senza esposizioni dirette.

Decisivo il coordinamento tra la Asl Roma 1 e la direzione scolastica, avviato già nelle prime ore successive alla diffusione della notizia.

Il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha chiarito che non emergono elementi di rischio immediato per i giovani studenti, sottolineando come siano stati rispettati tutti i protocolli previsti. Il rientro del gruppo è previsto per domenica 22 marzo.

Anche la scuola ha mantenuto un filo diretto con le famiglie, confermando l’attivazione delle misure di tutela necessarie e monitorando costantemente la situazione. Un lavoro di prevenzione e comunicazione che ha contribuito a contenere l’allarme.

Nel frattempo, il Ministero della Salute ha diffuso una circolare indirizzata alle Regioni e agli enti competenti, invitando a mantenere alta l’attenzione senza però alimentare preoccupazioni eccessive.

Il rischio per la popolazione generale viene infatti considerato molto basso. Nessuna misura straordinaria è stata disposta negli aeroporti e non sono previsti controlli aggiuntivi per chi rientra dal Regno Unito.

I dati forniti dalle autorità sanitarie britanniche parlano di un focolaio limitato: venti i casi complessivi registrati, tra confermati e probabili, con due decessi. Il ceppo identificato è quello di meningococco di tipo B, per il quale esiste una copertura vaccinale già inclusa nei programmi pediatrici italiani.

Resta comunque l’invito alla prudenza. Al rientro dei ragazzi, i genitori sono invitati a prestare attenzione a eventuali sintomi sospetti — come febbre alta improvvisa, forte mal di testa o rigidità del collo — pur nella consapevolezza che la probabilità di contagio, nel caso specifico, è estremamente bassa.


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