

Al via le indagini archeologiche sulle pendici del colle
Le pendici di Monte Mario, che da sempre domina Roma, restituiscono nuovi reperti archeologici. La notizia diffusasi qualche giorno fa, è stata confermata dalla Sovrintendenza Archeologica di Roma che, da prassi eseguirà i sondaggi archeologici per conoscere le preesistenze venute fuori dal suolo.
Le origini di Monte Mario si sa sono ben più antiche dei reperti risalenti all’epoca romana. In quei luoghi infatti, molte persone hanno ritrovato fossili marini, testimonianza che il luogo era coperto dal mare ben due milioni di anni fa.
Ma sicuramente Monte Mario è ricordato dall’archeologia romana come il colle attraversato dalla nota Via Triumphalis, una strada romana lunga circa 10 km che partiva nei pressi della Città del Vaticano, attraversava la collina di Monte Mario, passando nelle zone dove oggi sorgono i quartieri di Trionfale, Primavalle e Ottavia e poi si ricongiungeva alla via Cassia, all’altezza de La Giustiniana.
I reperti venuti fuori durante la realizzazione di un parcheggio interrato in via Faravelli, ed ora temporaneamente sospeso, verranno studiati e lasciati agli archeologi che si occuperanno dei vari rilievi tecnici.
“Il XVII Municipio ne è venuto a conoscenza solo casualmente, a seguito di un sopralluogo nel suddetto cantiere effettuato dalla Commissione consiliare che si occupa di mobilità – dichiara Giovanni Barbera, Presidente del Consiglio del XVII Municipio – Ovviamente auspichiamo massima attenzione, da parte delle istituzioni competenti, per tale ennesima scoperta di reperti archeologici appartenenti all’epoca romana che testimoniano la presenza di antichi insediamenti nella zona di piazzale Clodio”.
Nella nota Barbera conclude: “Non vorremmo che la programmazione di alcune opere previste in questa zona, fra cui altri parcheggi privati interrati previsti dal Piano urbano parcheggi, come quello in costruzione in Via Teulada e quello molto più ampio che verrà realizzato nei pressi di piazzale Clodio, possano arrecare danni a quella parte di patrimonio storico e archeologico che sembrerebbe essere celato nel sottosuolo di questa parte della città”.
Aspettando l’esito delle indagini archeologiche da parte degli organi preposti alla Tutela, si spera che tutto possa concludersi in maniera chiara, restituendo alla storia ciò che il tempo ha cancellato via.
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