Otto ore al volante e 1,50 euro per tornare a casa

I conducenti di Troiani e Bis costretti a timbrare per spostarsi tra i capolinea. Dalla commissione mobilità l'impegno: "accordo entro il 2026"

Guidano autobus per otto ore nel traffico della Capitale, collegano periferie e nodi di scambio, garantiscono un servizio essenziale alla città.

Ma una volta scesi dal mezzo, per raggiungere il capolinea successivo o semplicemente tornare a casa, devono fare quello che ogni passeggero è abituato a fare: comprare un biglietto da 1,50 euro.

È il paradosso che vivono ogni giorno gli autisti delle aziende Troiani e Bis, i principali operatori privati che gestiscono i lotti Est e Ovest del trasporto pubblico periferico di Roma.

Una situazione che è esplosa pubblicamente mercoledì 14 gennaio 2026, durante un’audizione particolarmente tesa in Commissione Mobilità in Campidoglio.

Al centro del confronto, una disparità di trattamento che attraversa il comparto del trasporto pubblico locale e che da anni alimenta il malcontento dei lavoratori.

Da una parte ci sono i dipendenti Atac, che usufruiscono storicamente del titolo di viaggio gratuito, e quelli di Roma Servizi per la Mobilità, per i quali l’azienda ha investito direttamente per garantire l’abbonamento.

Dall’altra, gli autisti delle linee periferiche affidate ai privati, rimasti in un limbo. Per loro l’abbonamento Metrebus era un diritto riconosciuto in passato, poi revocato, e mai più ripristinato, nonostante le ripetute promesse arrivate negli anni dal Campidoglio.

I sindacati, compatti nel chiedere una soluzione immediata, respingono l’idea che si tratti di un semplice benefit. L’abbonamento, spiegano, è uno strumento di lavoro.

Molti turni sono frazionati, altri iniziano in un quadrante della città e terminano in un altro. In questi casi, l’unico mezzo per spostarsi tra un servizio e l’altro è proprio il trasporto pubblico.

Chiedere agli autisti di pagare il biglietto significa scaricare su stipendi già contenuti un costo che incide sulle famiglie e viene vissuto come una beffa professionale.

Una via d’uscita sembrava vicina già lo scorso ottobre, dopo un vertice tra l’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera e l’assessore capitolino Eugenio Patanè. Ma a distanza di mesi, la disponibilità politica è rimasta ferma sul piano delle intenzioni.

Le aziende Troiani e Bis hanno confermato la propria disponibilità a sostenere una parte dei costi, ma denunciano l’assenza di una convocazione operativa per definire gli aspetti tecnici e la ripartizione delle spese tra Regione, Comune e gestori. Senza quel passaggio, l’agevolazione resta congelata.

Dalla Commissione Mobilità, però, è arrivato un segnale di accelerazione. Il presidente Giovanni Zannola ha ribadito la necessità di trasformare le promesse in «atti di concretezza», impegnandosi a forzare i tempi per arrivare a un accordo definitivo entro l’inizio del 2026.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di estendere il beneficio ai dipendenti Astral, per uniformare il trattamento all’interno del sistema del trasporto pubblico.

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Un commento su “Otto ore al volante e 1,50 euro per tornare a casa

  1. A parte che questo problema (pagare i mezzi) lo ha qualsiasi lavoratore, ma… avete mai preso un autobus gestito da Troiani che fa via salaria (limite 30 km/h) ? Prendete un loro mezzo verso le 21 dalla motorizzazione verso viale somalia e… scenderete per la vostra sicurezza

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