Il pagellone della Roma. Stagione 2021/2022

La prima Roma di Mourinho emerge e si riscatta da un inizio difficile e vince la prima Conference League. Ambraham e Smalling monumentali; sul podio anche capitan Pellegrini

RUI PATRÍCIO 7

Un portiere di grande esperienza che non ha perso la testa nei momenti decisivi. Ha bilanciato qualche papera di troppo con diversi interventi importanti, vedi la finale di Conference in cui è stato provvidenziale in almeno tre occasioni. Nel complesso ha dato sicurezza all’intero reparto difensivo

D. FUZATO n.g.

Mou non lo ha mai preso in considerazione a parte qualche rara apparizione

F. FAZIO n.g.

Il suo tempo a Roma era finito già da qualche tempo. Dopo un inizio di campionato tra panchine e tribune l’ex comandante ha traslocato alla Salernitana nel mercato invernale

D. SANTON n.g.

Anche lui, vista la precaria condizione fisica generale, non è mai stato preso in considerazione.

Catering a Roma

C. SMALLING 8,5

Quando l’inglese si è ripreso la difesa, dopo un inizio sofferente e pieno di ricadute fisiche, la squadra ne ha beneficiato acquistando quell’equilibrio che mai aveva avuto… e le imbarcate in stile Bodo sono diventate un ricordo. Monumentale nella finale di Conference

L. SPINAZZOLA n.g.

Il rientro da titolare nel finale fa ben sperare. Forza Spina.

R. KARSDORP 6,5

Anche con Mou ha conservato il posto da titolare. Sempre continuità nelle sue prestazioni. Senza sussulti o stravaganze tecniche se l’è cavata in fase difensiva ed è stato il solito stantuffo in avanti

G. MANCINI 6,5

Con la presenza in pianta stabile di Smalling ne ha beneficiato in continuità. Si è contraddistinto per la troppa irruenza che gli è costata un’esagerata collezione di ammonizioni. Però è stato utile soprattutto in fase di costruzione dal basso grazie ai suoi buoni piedi

B. REYNOLDS 4

Bollato dal tecnico come un “bambino”, non si è visto mai in campo se non per qualche sterile prestazione

M. VIÑA 4,5

A stagione finita possiamo concludere che è stato un acquisto sbagliato, soprattutto in considerazione dei 13 milioni di euro spesi. Doveva essere il rimpiazzo di Spinazzola, ma ha disatteso le aspettative di uruguagio grintoso. Le diagonali difensive sono state il suo incubo e i suoi piedi poco raffinati non lo hanno aiutato a rimediare nella fase offensiva

R. IBAÑEZ 6,5

Dopo il primo anno da titolare con Fonseca ha mantenuto la titolarità anche con Mou, nonostante le tante sviste difensive che la squadra ha pagato a caro prezzo. Ma con la difesa a tre è il più dinamico e questo gli ha permesso di essere indispensabile vista la penuria in rosa di difensori come lui

M. KUMBULLA 6

E’ partito malissimo, sbagliando le rare occasioni che Mou gli ha concesso, vedi il 6-1 con il Bodo. Poi si è riscattato con buone prestazioni diventando il primo cambio dei tre centrali. Ha grandi margini di crescita

R. CALAFIORI 5,5

Una bella prestazione in Europa e poi nulla più. Il giovane romano è andato a farsi le ossa in provincia

A. MAITLAND-NILES 5

Poteva dare di più. Arrivato in prestito secco non convince del tutto Mourinho che difficilmente lo ha alternato con Karspdorp

H. MKHITARYAN 7

Inizialmente ha fatto fatica a interpretare la dispendiosa fase offensiva che il mister chiede agli attaccanti di fascia, poi però ha preso le misure arretrando il suo raggio di azione. È stato il fulcro della mediana e la sua saggezza gli ha permesso di districarsi a dovere in tutte le situazioni in mezzo al campo fin su la trequarti

S. OLIVEIRA 6

Non sempre i suoi ritmi sono stati adatti a sostenere il gioco e il filtro a centrocampo, ma qualche zampata da leone ce l’ha messa, siglando dei gol importanti

J. VERETOUT 5

Un crollo che ha un inizio preciso: 17 ottobre 2021. Rigore sbagliato contro la Juventus e da quel momento la sua stagione è cambiata, fino a perdere il posto da titolare. Non sappiamo cosa sia successo con il tecnico, ma il francese non è più stato l’elemento fondamentale del centrocampo

B. CRISTANTE 6,5

È stato il punto di equilibrio del centrocampo e l’uomo su cui Mourinho si è potuto affidare, anche quando non ha esaltato, anche quando la sua scarsa dinamicità lo ha costretto a imbattersi in brutte figure. Questo perché la sua sapienza tattica e il suo spirito di sacrificio hanno dato una marcia in più al centrocampo. La seconda parte di stagione, con una squadra che ha finalmente preso la giusta fisionomia, è stato importante anche per i suoi cambi di campo che hanno permesso quella fluidità di manovra utile nella fase offensiva

L. PELLEGRINI 7,5

Il capitano non si è mai risparmiato, nemmeno quando ha avuto dei problemi fisici. Quasi sempre posizionato sulla trequarti, non ha mai fatto mancare la giusta copertura a centrocampo. Prezioso nell’offrire quell’apporto nella fase di rifinitura. Quest’anno è stato decisivo anche su punizione, una felice novità per lui e per la squadra

A. DIAWARA 5

Dopo i primi tentativi di inserimento nel centrocampo titolare viene accantonato. Non è stato all’altezza nemmeno in questa stagione

E. BOVE 6

Il giovane centrocampista romano del vivaio fa ben sperare. Nelle rare occasioni in cui è stato impiegato ha sempre mostrato qualche giocata interessante e una certa confidenza con il gol

E. DARBOE 5

Mourinho non ha mai contato su di lui. Per fare il playmaker a centrocampo serve esperienza, tecnica e carattere da vendere

C. VOLPATO S.V.

Qualche buono spunto. Crescerà

N. ZALEWSKI 7

È stata l’autentica rivelazione di questa stagione. Dalla Primavera è arrivato il regalo per Mourinho. Quando ha acquisito continuità, ha mostrato delle doti importanti: corsa, tecnica e progressione. Arretrato di diversi metri rispetto al suo ruolo naturale ha saputo non far rimpiangere Spinazzola e spedire in panchina Viña. I suoi assist sono stati determinanti nelle gare decisive

N. ZANIOLO 7

Al ritorno in squadra, dopo un anno di stop per l’infortunio ai legamenti, è andato a fasi alterne. Molte partite incerte in cui è sembrato un pesce fuor d’acqua, poi altre in cui ha risolto con una giocata delle sue il match. Ha concluso la stagione con pochi gol all’attivo, ma  resta negli occhi la grande prestazione nella gara di ritorno di coppa contro il Bodo e la gara da protagonista nella finale di Conference

S. EL SHAARAWY 5,5

Il suo ritorno nella Capitale non ha coinciso con la sua personale scorta di gol o almeno non completamente. Nel finale è un po’ sparito dai radar

T. ABRAHAM 8,5:

Si è calato man mano nella parte di trascinatore, caricandosi sulle spalle il peso dell’attacco. Non ha fatto mancare gol importanti e decisivi, sia in campionato che in coppa. Grande carattere e spirito di sacrificio. Nonostante abbia già acquisito un caratura internazionale, ha ancora ampi margini di miglioramento

C. PÉREZ 5,5:

Qualche guizzo lo ha concesso, ma niente che abbia impensierito i titolari in attacco

E. SHOMURODOV 5

Era partito a spron battuto con buone prestazioni, ma con il passare del tempo è entrato in un buco nero da cui non è più uscito. Di sicuro non ha riscontrato la fiducia del tecnico, ma non ha trovato un sussulto per fargli cambiare idea

F. AFENA-GYAN 5,5

Il giovane Felix è partito molto bene, ma la sua stagione è rimasta una fiammata iniziale, quella della sua doppietta contro il Genoa. Non ha sfruttato a dovere la fiducia accordatagli da Mourinho, ma è ancora giovane e si farà

J. MOURINHO 8,5

Il suo arrivo inaspettato ha stupito tutti, e forse anche lui che ci ha messo un po’ per calarsi in una situazione del tutto nuova e difficile. Ci sono stati mesi di assestamento, lottando faticosamente per assemblare una squadra carente sotto tutti i punti di vista, ma alla fine ce l’ha fatta e ha saputo mostrare quel valore aggiunto.
Primo anno dello Special One e vittoria di una coppa internazionale a Roma dopo 61 anni. Ha dimostrato, ancora una volta, di essere un grande allenatore in grado di costruire squadre vincenti. È vero che in campionato la Roma è stata sorpassata di un punto dalla Lazio (irrilevante per il piazzamento UEFA), ma pesano gli errori arbitrali sulla classifica finale.

La Società 7

Ci sentiamo di dire che dirigenza e proprietà hanno lavorato nel modo giusto. Soprattutto la proprietà, che con l’acquisto di Mourinho ha mandato un avviso chiaro ai naviganti. Il mercato non è stato esaltante, ma non si è sbagliato il bomber sostituto di Dzeko, ovvero Abraham, vero trascinatore della squadra. La conquista più importante è stata il riportare i tifosi al centro del progetto. Con i prezzi popolari dello stadio e il capopopolo Mou lo stadio è tornato ai suoi antichi splendori e ha dato la marcia in più a una squadra che con tutti i suoi limiti ha raggiunto obiettivi e titoli.

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