

Bandi in arrivo per strutture ecosostenibili e gestione del verde. Stop a DJ set, karaoke e partite
Stop alle deroghe, fine delle zone grigie. Il Municipio II si prepara a mettere nero su bianco le regole per il futuro dei chioschi bar nei parchi pubblici.
Entro la fine di gennaio 2026 l’Aula municipale è chiamata a votare un atto di indirizzo destinato a fare da bussola per tutti i prossimi bandi di concessione, dopo l’approvazione del Piano del Commercio capitolino.
L’obiettivo è ambizioso: rendere le aree verdi più vissute e sicure durante tutto l’anno, senza snaturarne la funzione né trasformarle in luoghi di movida incontrollata.
La mappa tracciata dal Municipio individua quattro aree considerate strategiche per ospitare attività di somministrazione, scelte per posizione e bacino di utenza: Villa Massimo, nel quadrante di piazza Bologna; piazza Mancini, al Flaminio; largo Settimio Passamonti, a San Lorenzo; e il parco Don Baldoni, tra Trieste e Salario.
Restano invece ancora in fase di valutazione due siti: il Giardino del Diamante, nell’area di Belle Arti, e lo spazio di via Flaminia 226, dove l’esperienza del “Tree Bar” viene indicata dagli uffici come un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato nella cura del verde.

Il messaggio dell’amministrazione è chiaro: niente strutture invasive. «I chioschi dovranno essere sostenibili, di dimensioni contenute e capaci di inserirsi in modo armonioso nel contesto naturale», spiega la presidente della commissione Commercio, Barbara Auleta.
I progetti dovranno rispettare precise distanze da viali, alberature storiche e percorsi pedonali, con materiali e soluzioni architettoniche pensate per ridurre al minimo l’impatto visivo.
Il punto più delicato riguarda il rumore. Per evitare che i parchi diventino luoghi di aggregazione notturna fuori controllo, il documento prevede divieti espliciti: niente dj set, karaoke o maxi schermi per la proiezione delle partite di calcio.
La musica sarà ammessa solo in fasce orarie limitate e mai oltre le 22 nei mesi estivi, con ulteriori restrizioni in inverno.
Tra le indicazioni compare anche un richiamo alla “filiera corta”: i futuri gestori saranno incentivati a rifornirsi presso i mercati rionali del territorio, creando un legame diretto con il commercio di prossimità.
In cambio della concessione, ai privati sarà richiesto un impegno preciso nella cura degli spazi: manutenzione ordinaria e straordinaria del verde circostante e, dove presenti, apertura e chiusura quotidiana dei cancelli dei parchi.
Gli orari di somministrazione varieranno a seconda della stagione: chiusura alle 20 nei mesi invernali, alle 22 in primavera e autunno, e a mezzanotte nel periodo estivo.
Un’unica possibile eccezione riguarda largo Passamonti, a San Lorenzo, dove la distanza dalle abitazioni potrebbe consentire iniziative culturali come il cinema all’aperto, ma solo previa autorizzazione specifica e nel rispetto di rigidi limiti acustici.
Un “patto” con i cittadini, nelle intenzioni del Municipio, per conciliare vivibilità, decoro e servizi: parchi più frequentati, sì, ma senza rinunciare al silenzio e alla funzione pubblica del verde urbano.
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