Protesta dei tifosi della Roma contro la società

A Trigoria circa duecento tifosi sotto la pioggia hanno manifestato contro i vertici della società dopo il secondo fallimento stagionale
Gianluigi Polcaro - 1 Giugno 2013

Questa mattina circa 200 tifosi romanisti si sono radunati di fronte al centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria per far sentire la propria voce dopo la seconda stagione fallimentare della Roma.

Nonostante la pioggia battente i tifosi hanno protestato con cori  rivolti ai vertici della società, da Pallotta a Baldini, a Baldissoni e a Sabatini, ma anche contro Daniele De Rossi. Diversi anche gli striscioni di rivendicazione dell’identità romanista come “Aridatece la Roma” o “Fuori i laziali dalla Roma”. Il più significativo è stato quello che recitava: “Sfregiati 86 anni di storia”.

Si sono chieste le dimissioni in blocco della dirigenza e si è inneggiato ai nomi di Dino Viola e Franco Sensi. La situazione si è calmata solo dopo le 12,30 e man mano la folla è andata scemando.

Nella sede di Trigoria non erano presenti rappresentanti della società,  e di conseguenza la manifestazione è diventata puramente simbolica e sotto il controllo delle forze dell’ordine, ma è esplicativa del momento di grande confusione e scoraggiamento della tifoseria romanista, che in due anni di gestione del nuovo management societario ha assistito a prestazioni inguardabili e risultati gravemente lesivi della dignità e della storia romanista. Di fronte a una spesa biennale per la campagna acquisti superiore ai 100 mil. di euro (è difficile dall’esterno poter quantificare le cifre reali) non si è raggiunta un’identità di squadra e anche le politiche di comunicazione e di marketing sono state percepite dai tifosi molto lontane dalla loro sensibilità.

 

 


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  1. La causa della crisi della Roma è, paradossalmente, il suo punto di forza: la “piazza”. Per piazza intendo non solo il tifo, ma soprattutto quel mondo che gli orbita attorno e che si nutre di interessi e di soldi in vari modi (“l’indotto”): procuratori, media, opinionisti, sedicenti esperti, ecc.. che pontificano e straparlano 24 ore su 24 dai microfoni delle tv e radio private. Sia per il tifo tradizionale, sia per “l’indotto”, sostengo, chi viene a Roma: giocatori, tecnici, dirigenti deve (deve!) essere per definizione “fortissimo”. E’ la storia della Città Eterna, della “caput mundi” a stabilirlo. La AS Roma è, perciò, l’incarnazione del mito universale della romanità! Ma ciò a che conseguenze ha portato e porta tuttora? I giocatori acquistati sono, a prescindere, talenti e campioni certi. Se poi, come è successo in questi due ultimi anni di declino, il campo, che è l’unico giudice che stabilisce se effettivamente la rosa è competitiva o no, non confermasse il postulato di partenza, di cui tutti (tifosi, giornalisti, dirigenti) sono arciconvinti, allora si continua a illudersi e a ingannarsi dicendo che, vabbè, però “sulla carta”, comunque, “siamo forti”. Sulla carta!! Inaudito: come per le figurine che collezionavamo da ragazzi. Come se il campo, al contrario, non dicesse niente. Lo abbiamo visto tutti: giocatori scarsi tecnicamente spacciati per fenomeni (Lamela, Pjianic, Osvaldo, Castan, De Rossi, ecc..); dirigenti super pagati, come Sabatini e Baldini, che rifilano sòle continue ma che vengono scambiati per ottimi tecnici e dirigenti. Giornalisti ed esperti, poi, che pompano, enfatizzano queste illusioni, ma che,come svegliandosi da un brutto sogno, rimangono spiazzati e senza parole di fronte alla débacle. E così via. Come ripartire, allora? Intanto dicendo la verità, senza sopravvalutare ciò che è mediocre, per esempio. Poi, cominciare daccapo, umilmente, con un nuovo allenatore, meglio non blasonato, per non continuare a illudere la piazza che, come ho detto, è credulona e influenzabile, ma che sia motivato fortemente. Sia chiaro, infine, che chi ha fallito, come Baldini e Sabatini e i consiglieri di amministrazione, debbono andarsene, di corsa.

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