Quell’ettaro di Caffarella rimasto invisibile per ventidue anni: la svolta verde e il salvataggio delle tartarughe d’autore

Sbloccato il terreno vicino all'ex Cartiera Latina, fermo all’esproprio del 2004. All'interno un antico vivaio di piante grasse e una colonia di tartarughe protette

C’è un cancello arrugginito, lungo la via Appia Antica, che per quasi un quarto di secolo ha custodito un paradosso tutto romano. Dietro quel limite, al civico 27, un intero ettaro di terra fertile, destinato a diventare patrimonio di tutti, è rimasto sospeso in un limbo giuridico e temporale.

Espropriato e regolarmente indennizzato dal Comune nel lontano 2004, quel fazzoletto di terra adiacente all’ex Cartiera Latina è scivolato lentamente nell’oblio della burocrazia, restando nelle mani del vecchio proprietario. Fino ad oggi.

La firma sul verbale di riconsegna, siglata dal Dipartimento Ambiente di Roma Capitale in stretta collaborazione con l’Ente Parco dell’Appia Antica, segna la fine di un’attesa durata ventidue anni. Ma l’ingresso dei tecnici comunali non ha avuto il sapore freddo degli adempimenti burocratici; ha assunto piuttosto i contorni di un’operazione di salvaguardia naturalistica.

Il deserto di spine e lo scrigno delle testuggini

Varcata la soglia della proprietà, gli operatori si sono trovati di fronte a uno scenario inaspettato: un vecchio vivaio dismesso, colonizzato da centinaia di piante grasse e cactus monumentali. Tra le spine e la vegetazione spontanea, però, si nascondeva il vero tesoro che per anni ha frenato la restituzione dell’area: una fitta colonia di tartarughe terrestri.

Si tratta di esemplari di Testudo hermanni e Testudo marginata, specie rigorosamente protette dalle convenzioni internazionali. Proprio la presenza di questi fragili animali ha richiesto l’intervento sul campo dei Carabinieri del Nucleo CITES, il reparto d’élite dell’Arma specializzato nella tutela delle specie a rischio. Non si poteva semplicemente sgomberare l’area; bisognava proteggerla.

Per questo motivo, l’attuale occupante avrà tempo fino al prossimo 30 settembre per completare, sotto l’occhio vigile dei militari, il trasferimento delle testuggini in una struttura idonea e autorizzata. Solo allora l’area potrà essere interamente aperta al pubblico.

La spinta della legalità e la mappa dei recuperi

Questo ettaro ritrovato rappresenta un tassello cruciale per l’intera mobilità interna del Parco della Caffarella. Nei piani del Campidoglio, lo spazio diventerà un nuovo, strategico punto d’accesso per i visitatori, con la creazione di un sentiero naturalistico che scenderà fino alle sponde del fiume Almone, ricongiungendosi con i percorsi storici della Regina Viarum.

«È un altro passo fondamentale nel percorso di ripristino della legalità e di restituzione del patrimonio pubblico ai cittadini», spiega l’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, paragonando l’intervento alle storiche bonifiche degli autodemolitori nel Parco di Centocelle.

L’obiettivo, sottolinea l’amministrazione, è recuperare sistematicamente tutte quelle superfici detenute senza titolo per restituirle alla loro vocazione originaria.

La liberazione del civico 27 non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in una più vasta campagna avviata dalla Giunta nell’aprile del 2023, su forte spinta del Comitato per il Caffarella, da sempre in prima linea per la difesa del parco. Negli ultimi mesi, una serie di interventi coordinati ha permesso di sanare altre ferite storiche del territorio:

Al civico 41 di via Appia Antica è stato smantellato un giardino privato abusivo che occupava suolo pubblico;

In via della Caffarella 15 un’ampia porzione di terreno è stata bonificata da carcasse di auto e baracche fatiscenti;

Poco distante, di fronte all’ex Cartiera Latina, un’autofficina e un’abitazione abusive sono state sequestrate e destinate alla demolizione.

Verso il grande parco del futuro

Mentre la mappa del verde pubblico si allarga, il Campidoglio guarda già alle grandi opere di valorizzazione interna.

Se da un lato è stato finanziato lo studio per la bonifica ambientale dell’Almone e il recupero dell’antico fienile, dall’altro procedono i complessi lavori di restauro del Casale della Vaccareccia, l’anima storica e monumentale del parco.

La strada per restituire a Roma la Caffarella nella sua interezza è ancora lunga, ma l’ettaro liberato in via Appia Antica dimostra che anche i nodi burocratici più intricati, prima o poi, possono essere sciolti.

Dal primo ottobre, quando le tartarughe avranno trovato la loro nuova casa, quel cancello non sarà più un confine privato, ma una nuova porta aperta sulla bellezza della campagna romana.

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