Rabbia e indignazione per l’abbandono delle ville romane sulle alture di Malafede

Avviate le indagini dalla Procura di Roma per scoprire cosa resta al di sotto del Camping Fabolous
di Serenella Napolitano - 3 Ottobre 2009

1- Ritrovamento di materiale fittile. 2- Carta del 1547 con indicazione di Trefusa.

I problemi sulle alture di Malafede continuano. Tutti guardano ad Ostia, con i suoi immensi scavi, ma nell’entroterra alcune ville romane chiedono di essere rispettate.
O per meglio dire ciò che rimane di alcune ville romane. Infatti in seguito alle continue incurie di chi forse non ricorda che il nostro paese è tra i più ricchi di storia antica e in quanto tale la storia va rispettata, sono scomparsi per sempre i resti di una villa romana.

Questo a causa dell’apertura di un centro estivo presso il Camping Fabolous all’incrocio tra via di Malafede e la via Cristoforo Colombo, dentro la Riserva del Litorale Romano. Il livellamento del terreno, la realizzazione di opere in cemento nonché la forte presenza di turisti (tutti provenienti dalla Germania) avrebbero in pratica distrutto quel che rimaneva di un’antica villa romana di età imperiale. Già dai sopralluoghi della fine degli anni ’80 si conosceva da parte della Soprintendenza di Ostia questa area che già in superfice restituiva moltissimo materiale fittile. La zona era addirittura nota ancor prima dai resoconti inizio secolo del Lanciani e del Pigorini che qui avevano individuato l’estensione di un sepolcreto dell’età del Ferro, poi frequentato anche in età romana, sia repubblicana che imperiale. Durante le ricognizioni di superficie, si rinvenne già a quel tempo molto materiale. Del resto l’area è rimasta segnalata anche in una carta del 1547 relativa agli itinerari venatori, tramite l’indicazione delle rovine di Trafusa. L’area doveva essere quella presso l’antico cancello su via di Malafede della Tenuta di Castelporziano Vecchio cancello perché si trovava all’incrocio tra via di Malafede e via Marcello Mastroianni, dove la Regina Elena fece scavare a partire dal 1913 (ancora si distingue la vecchia macera di confine della tenuta lungo via Mastroianni).

Ora si aspettano le indagini della Procura di Roma che se dimostrerà essere i sospetti fondati, si assisterà effettivamente alla distruzione di un’intera area archeologica

Oltre ad aver danneggiato le strutture murarie è stato alterato anche l’antico paesaggio visto che almeno un centinaio di pini sono stati tagliati e rimane solo il tronco. Inoltre, tra breve, dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione del Punto Verde Qualità che da via di Malafede si estenderà fino all’omonimo quartiere. Almeno altre tre ville romane sono comprese in questa area, una delle ultime ancora incontaminate dell’Agro Romano.

Inutile dire che ancora una volta vince lo scempio moderno sui vincoli paesaggistici e archeologici, ma c’è sempre una speranza per fermare tutto questo e valorizzare un pezzo di storia del nostro paese.

Fonte: Associazione Culturale Severiana – info@severiana.it – http://www.severiana.it


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