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Riapre al pubblico la Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Dalle indagini, ancora in corso, la basilica risulterebbe dedicata ad una donna

A 10 m di profondità sotto l’area monumentale di Porta Maggiore si nasconde, riservato e silenzioso, un ipogeo che rappresenta la prima basilica occidentale dedicata ai culti pagani. Fu scoperta nel 1917 ha affascinato storici, archeologi, studiosi di storia dell’arte, architetti e finalmente dopo anni di chiusura dal 26 aprile torna ad accogliere curiosi visitatori.

La Basilica è articolata in tre diversi ambienti: Il dromos (lungo corridoio), che costituiva l’accesso dalla antica via Praenestina; il vestibolo, è un ingresso di m. 3,60 x 3,60 che conduce alla sala principale, ed è sormontato da una volta a skyphos con al centro un lucernario di forma particolare; la sala basilicale di m. 12 x 9 per complessivi 108 metri quadrati, è suddivisa in tre navate coperte con volte a botte.

Basilica sotterranea di Porta MaggioreSpettacolari sono le decorazioni musive, gli stucchi e gli affreschi in parte conservati (ricordiamo che all’interno c’è molta umidità che aggredisce le pitture) e tante figure femminili tra cui Saffo e una delle figlie di Leucippo.

Da sempre gli archeologi si stanno chiedendo se l’edificio è un luogo di culto o addirittura una sepoltura privata. A sostenere tali ipotesi ci sono due filoni. Il primo, per il luogo cultuale, è Jerome Carcopino: lo storico francese attribuisce il complesso alle proprietà di quel Tito Statilio Tauro citato in giudizio per pratiche magiche da Agrippina, la madre di Nerone, e che per non subire l’onta del processo, si tolse la vita nel 53 d.C.. Tito Statilio Tauro avrebbe dunque fatto parte di una setta misterica, quella neopitagorica e che la basilica fosse il luogo del culto.

Il secondo filone è quello di Gilles Sauron, che confermando la proprietà alla famiglia degli Statili, identifica l’edificio come la tomba di un altro Tito Statilio Tauro, vissuto trenta anni prima, collaboratore di Augusto e console nel 11 d.C. insieme a Marco Emilio Lepido.
Dalle recenti indagini, invece, gli studiosi hanno ipotizzato che ci sono state due fasi archeologiche nella basilica e quindi due diversi utilizzi che metterebbero insieme le ipotesi dei due storici.

A presentare la basilica, ormai detta dei misteri, è stata l’archeologa Ida Sciortino, responsabile del monumento per la Soprintendenza archeologica di Roma, e che ha in cura il cantiere dei lavori, che accenna anche alle ultime intuizioni: “Il tema della figura femminile si rincorre in tutta la decorazione dalla sala basilicale con volte a botte e abside, al vestibolo, come un fil rouge preciso e costante, per questo l’ipotesi è che ci sia una dedica speciale ad una donna precisa in questo luogo”. Forse non si tratta dunque di un Tito Statilio ma la madre, la moglie, la sorella di questo personaggio. Le indagini sono ancora in corso, per ora limitiamoci ad ammirare questo meraviglioso luogo nascosto di Roma.

La Basilica sotterranea è visitabile, sotto prenotazione, nella II e IV domenica del mese.

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