Ricordando Franco Chiesa, Claudio Borghini, Vladimiro Francavilla, Franco Nania, Sergio Narcisi, Alberto, e Danilo Mangolini

Noi podisti, noi camminatori, noi ex…, non dimentichiamo.  Noi ricordiamo chi ha lasciato le impronte delle scarpe da corsa o da camminata nel parco Tor Tre Teste e in tutte le strade e stradine adiacenti il parco.

Abbiamo avuto degli amici e dei compagni di allenamento, abbiamo fatto chiacchierate e faticato in un parco, che in tutte le ore della giornata era pieno delle nostre voci, strilli, risate. Podisti e atleti che non si sono limitati a correre ma che si sono battuti per il completamento del Parco e per la realizzazione dell’impianto di atletica e rugby “Antonio Nori”, raccogliendo firme e partecipando a riunioni e presidi perché la libertà è partecipazione.

Man mano che scrivo, li ricordo e il titolo dell’articolo si allunga. Sta diventando quasi una formazione da squadra di calcio.

Inizio da Franco Chiesa, runner di buon livello. Morto nel parco Palatucci, di fronte al campo di calcio Candiani, mentre si allenava con grande impegno in un 5000 metri. In suo ricordo gli amici del parco fondarono, anche, una squadra podistica negli anni successivi.

Claudio Borghini, runner schivo e riservato, che si allenava all’ora di pranzo, dopo aver chiuso il suo negozio di alimentari e pasta all’uovo a Centocelle. Lo chiamavamo affettuosamente il “pastallovaro” Morto anche lui alla fine del secolo scorso. Un giorno in cui riusci lo stesso a farsi una corsetta nel suo amatissimo parco.

Io, per motivi famigliari, mi allenavo al mattino intorno alle 6 e lui desiderava fare le ripetute veloci con me a Largo Cevasco. Tignoso, terminò con lode tutto l’allenamento al mio fianco e nell’orario a lui insolito. Felice e raggiante, mi chiese scusa in anticipo per le sicure successive assenze, faticava a infatti a svegliarsi alle 5 del mattino.

Vladimiro Francavilla, era presente tutti i giorni al parco Palatucci, nel primo pomeriggio iniziava e … non finiva mai. Non ricordo suoi allenamenti veloci, ricordo tanti o tantissimo chilometri ad ogni seduta di allenamento.

Se correva in gruppo, era sempre avanti a tutti di un paio di metri. In gara tutto il contrario.

Abbiamo partecipato, con altri due amici, nel 1991 alla maratona di Firenze, viaggio in treno con cena e pernottamento. Quando ci incontravamo, parlavamo sempre della cena di Alberto con 3 mele.

Matteo Simone ha raccontato in un suo articolo: “ Vladimiro è stato il primo podista che subito dopo il Giubileo ha coperto di corsa il tratto parco Palatucci-Frascati andata e ritorno, un sabato mattina, e da allora questo percorso è diventato un riferimento per molti maratoneti come prova di allenamento lunghissimo  per la preparazione delle maratone”. Vladimiro è morto nel 2009 e la sua squadra l’Atletica del Parco dedicò alla sua memoria la mitica “Corri per il Parco” di quell’anno.

Franco Nania (nella foto con il figlio Andrea), estroso barbiere a Centocelle, runner dell’Atletica del Parco, che si allenava all’ora di pranzo. Chiudeva il suo negozio e di “corsa” a correre e abbronzarsi nel parco Tor Tre Teste. Morto nel 2013, davanti all’Agenzia Atid in via Candiani davanti al compagno di squadra e agente immobiliare Domenico Cerini.

In un primo pomeriggio di primavera abbiamo corso assieme nel parco e poi ci siamo inoltrati nel tratto esterno verso via dei Meli, un tratto del percorso della Gara del Parco. Lì trovammo una borsa da donna  in terra, con documenti sparsi, residuo di uno scippo. Ho insistito tanto per portare il tutto dai Carabinieri, Franco aveva motivi per scoraggiarmi ma non mi ha negato l’atto “da buon cittadino”. E così tutto il pomeriggio lo passò dentro la caserma, sudato in pantaloncini e maglietta, mentre io correvo al di fuori per non freddarmi, in pantaloncini e maglietta,

Uscito, mi spiegò tutto. Io, a quel punto ho capito. ma il suo rapporto di amicizia era così ampio che si è sobbarcato, per non farmi torto, il paio d’ore in caserma per “ consegnare” ciò’ che avevamo trovato abbandonato in terra.

Di Renato Sergio Narcisi, morto nel 2020, Vincenzo Luciani ha scritto su questo giornale: “Tra i miei amici ce n’è uno; Sergio Narcisi, che ho dovuto convincere con molta fatica a fare la sua prima Roma Ostia con me. Dopo aver superata la prova, l’ho convinto a fare addirittura la Pistoia-Abetone e ci sono riuscito. Da allora non ha più smesso di fare maratone e ultramaratone, molte più di me al ritmo persino di 30-40 l’anno. E pensare che mi dava del matto a me!”

Renato Sergio Narcisi, abitante a Tiburtino III, nella vita idraulico, ha tagliato lo straordinario traguardo delle 301 maratone (distanza di Km 42,195), Iron Man molto conosciuto in ambito nazionale, ha corso anche tantissime gare di 50 Km e 100 Km.

(nella foto in alto Sergio è il secondo da sinistra; nella foto in basso è il primo da sinistra mentre insieme agli amici dell’Atletica del Parco fa la rituale “pisciatina” prima di correre la 100 km Firenze Faenza)

Di Alberto, non ricordo invece il cognome. Camminatore nel parco Palatucci. Morto di recente. Estroverso e spiritoso. Era orgoglioso di quella tessera, una delle prime, del suo PCI. Aveva lavorato al giornale del Partito, l’Unita’.

Infine come dimenticare Danilo Mangolini, camminatore spiritoso e affascinante, dalla risata squillante e contagiosa. Me lo rivedo, come fosse ora con i suoi capelli e baffi bianchi, con il suo codino di capelli che svolazzava mentre camminava.

 

“Molto tempo fa c’era un paese sempre al buio.

Gli abitanti decisero di affidare ad una persona veloce nella corsa il compito di rubare l’aurora ad un altro paese.

Fu inviato Ghiandaia Azzurra.

Egli si mise a correre verso est e finalmente giunse in una capanna.

Qui c’era un bambino, il quale gli disse che tutti gli abitanti erano fuggiti via.

C’erano tre ceste a terra.

Chiese al bambino cosa ci fosse. Egli rispose: nella prima cesta c’è “Prima sera”; nella seconda c’è “Appena buio” e nell’ultima c’è “Aurora”.

Ghiandaia Azzurra lesto lesto afferrò l’ultima cesta e se ne scappò di corsa.

Il bambino cominciò a gridare: ci hanno rubato “l’Aurora”.

Tutti accorsero e si misero ad inseguire Ghiandaia Azzurra, che correva verso ponente.

Lo raggiunsero presso la Grande Valle, ma prima che lo afferrassero egli aprì la cesta e la luce volò fuori.

E da allora ogni mattina spunta l’aurora su tutti i paesi del mondo.

La sofferenza di qualcuno è la sofferenza di tutti, la gioia di uno è la gioia di tutti.

(Frase dei Nativi Americani)


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Un commento su “Ricordando Franco Chiesa, Claudio Borghini, Vladimiro Francavilla, Franco Nania, Sergio Narcisi, Alberto, e Danilo Mangolini

  1. Mi permetto menzionare i tempi di Danilo Mangolini nelle ultra-maratone. Ho trrovato un sito che li elenca
    25.04.2003 50 km di Romagna (ITA)
    7:20:02 h Mangolini, Danilo Atl. Parco Roma tutti: 407 M: 359 Cat. M70: 4

    25.04.1999 50 km di Romagna (ITA)
    7:14:42 h Mangolini, Danilo Atl. Parco Roma tutti: 317 M: 286 Cat. M65: 4

    30.-31.05.1998 100 km del Passatore, Firenze-Faenza (ITA)
    17:54:01 h Mangolini, Danilo *Roma, RM tutti: 870 M: 795 Cat. M65: 31

    25.04.1998 50 km di Romagna (ITA)
    6:53:00 h Mangolini, Danilo tutti: 322 M: 299 Cat. M65: 3

    29.06.1997 Pistoia-Abetone Ultramarathon (ITA)
    8:07:37 h Mangolini, Danilo tutti: 390 M: 371 Cat. M65: 6

    31.05.-01.06.1997 100km EC Firenze 100 km del Passatore) (ITA)
    18:43:26 h Mangolini, Danilo *Roma, RM tutti: 1014 M: 935 Cat. M65: 23

    25.04.1997 50 km di Romagna (ITA)
    7:14:58 h Mangolini, Danilo ATL. Parco Roma tutti: 322 M: 298 Cat. M65: 2

    Attilio Migliorato

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