Riprendono le attività del Gruppo Archeologico Romano

Presentate a Tolfa le prossime attività 2010
di Serenella Napolitano - 31 Ottobre 2009

È stato presentato oggi 31 ottobre dal Gruppo Archeologico Romano presso l’ex Convento dei Cappuccini di Tolfa, Provincia di Roma, i progetti per le prossime attività 2010.

Ancora una volta le linee guida del Gar sono quelle di riscoprire la memoria storica del comprensorio romano, cercare di valorizzare e conservare il nostro patrimonio storico archeologico e soprattutto sensibilizzare i cittadini alla conoscenza di siti che sono sotto gli occhi di tutti ogni giorno.
“Le ultime visite guidate – dichiara Gianfranco Gazzetti, Presidente del Gar – hanno riguardato non solo la zona dell’Appia ma anche alcuni resti archeologici a Casalotti, dove la gran parte delle persone , abitanti del quartiere, sono stati felici nello scoprire e capire il territorio in cui vivono”.
Il Gruppo archeologico nasce nel 1963 con lo scopo di contribuire attraverso la partecipazione diretta dei cittadini alla conoscenza di tanti siti archeologici del nostro territorio. Attraverso le numerose attività presentate nel corso della conferenza, dalle visite guidate in Italia ai laboratori didattici, il gruppo propone anche quest’anno un progetto per i più giovani ‘un’esperienza completa ed affascinante alla scoperta del mestiere dell’archeologo’. Un modo innovativo per capire, sin da piccoli, i beni nascosti racchiusi nella nostra storia.

Durante la conferenza sono stati presentati i vari lavori svolti quest’estate nei campi di Ischia di Castro, Tolfa, Rofalco, siti che hanno storie antiche dall’età del bronzo al grande periodo etrusco fino all’epoca medievale.

Di notevole pregio invece, sono stati alcuni reperti provenienti dal sito dell’Appia Antica, dove la presenza di un vaso in faience, unico ritrovato e conservato a Roma, ha permesso agli archeologi di studiare e capire le varie tecniche di fattura del vaso e l’utilizzo di questo tipo di ceramica di provenienza egizia. Un modo per leggere le relazioni tra il mondo romano e quello orientale, quando il grande impero conquistò tali zone.
L’augurio di Gazzetti è che “La situazione dei Beni culturali romani possa cambiare e che il patrimonio storico artistico di Roma possa essere libero da lacci e possa essere riconsegnato di nuovo ai suoi legittimi proprietari: i cittadini”.

Per ulteriori informazioni: www.gruppoarcheologico.it


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