

Vittime degli episodi discriminatori una donna africana e una bambina di 3 anni
Due episodi a Roma nell ‘arco di poche ore sono il segnale evidente di come la psicosi Ebola sia arrivata anche nella Capitale. Il primo caso è accaduto alcuni giorni fa su un autobus. all’altezza del capolinea di Grotte Celoni. “Hai l’Ebola, allontanti!” le avrebbe urlato una ragazzina, sostenuta dalle sue amiche, che si trovavano anche loro sul mezzo pubblico, e da alcuni parenti che hanno iniziato a picchiare la donna africana.
Quando è scoppiata la rissa alcuni passanti hanno cercato di riportare la calma, raggiunta alla fine solo con l’intervento delle forze dell’ordine. “Mi hanno detto che avevo l’ebola e che dovevo scendere dal bus”, ha raccontato la donna africana che denuncerà l’accaduto.
A Fumicino invece alcuni genitori volevano impedire ad una bambina africana di 3 anni, tornata da un viaggio in Uganda, di frequentare le la scuola. «Se entra in classe lei non entrano i nostri figli». La voce insistente è arrivata alla preside dell’istituto che è dovuta intervenire e tranquillizzare le famiglie.
“La bambina è tornata in Italia il 14 ottobre – ha spiegato la direttrice scolastica – Il papà di ritorno dal viaggio ci ha portato un certificato medico ma abbiamo anche ascoltato il medico che in Uganda aveva visitato la bambina. E’ tutto sotto controllo, inoltre aeroporto ci hanno assicurato che l’Uganda non è un paese a rischio. Tuttavia il comportamento di alcuni genitori deve aver offeso la mamma che aveva pensato di cambiare classe alla bambina. Ipotesi, fortunatamente, rientrata”.
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