

L'operazione proseguirà ora a via dei Gordiani
A Roma est, tra degrado, roghi di rifiuti e insediamenti abusivi, il Campidoglio ha dato il via a una delle operazioni più attese dai cittadini: lo smantellamento dei cosiddetti “villaggi della solidarietà”.
Il 18 febbraio 2026, via Salviati è diventata teatro di un intervento che risponde anche alle pressioni sociali del confinante Municipio V, dove residenti stanchi di anni di degrado reclamano sicurezza e decoro.
L’operazione, coordinata dal Comune e monitorata dal minisindaco Mauro Caliste, prevede due fasi principali:
Via Salviati: abbattimento di 40 insediamenti precari, tra tende e moduli abusivi, area da tempo segnalata per incendi dolosi e illegalità diffusa.
Via dei Gordiani: nei prossimi giorni verranno rimossi altri 10 moduli abitativi, completando il primo step della bonifica.
L’obiettivo: chiudere definitivamente i campi, un traguardo atteso da decenni dai residenti di Tor Sapienza e delle zone limitrofe.

Durante le operazioni, gli agenti della Polizia Locale hanno fatto un ritrovamento che getta luce su episodi di cronaca nera collegati agli insediamenti: una Ford Fiesta, rubata e utilizzata per una rapina a gennaio, è stata rinvenuta privata di pezzi di ricambio e poi data alle fiamme.
Una pratica, purtroppo comune, per cancellare tracce biologiche o impronte digitali dopo attività criminali.
La vicenda ha acceso anche la polemica sindacale. Marco Milani, segretario del sindacato dei caschi bianchi Sulpl, ha sottolineato che la legalità non si garantisce con piantonamenti “vetrina” ai cancelli dei campi, ma con controlli effettivi all’interno: «Bisogna tutelare gli operatori e i cittadini onesti», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulla sicurezza di chi lavora sul territorio.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Le famiglie di Salviati direttamente dal campo alle case ex INPS nei condomini misti del Comune di Roma, operazione condotta nel silenzio perché da mesi si parla solo dei condomini Enasarco timorosi di fare la stessa fine. Effettivamente ci sono famiglie rom desiderose di integrarsi, ma quante sono? A noi di via Ponzio Cominio scala C “è toccata” senza preavviso una famiglia di Salviati che vive di rovistaggio (contraria ai regolamenti del Comune) e porta in casa i rifiuti raccolti dai secchioni con conseguenti problemi igienici blatte comprese. L’assurdo è che il Dipartimento Politiche Sociali e la cooperativa incaricata da quasi due anni di seguire questa famiglia sembrano ritenere normale l’attività di rovistaggio (ridefinita “riciclo”) che coinvolge anche il condominio e negano i problemi, in mancanza di un progetto di accompagnamento al lavoro che non c’è. Fatta in questo modo l’integrazione delle famiglie rom è un fallimento e ricade interamente sui malcapitati residenti dei condomini misti ex INPS, perché a Enasarco stanno promettendo bandi speciali.