

Il blitz simbolico nel cuore del tifo capitolino durante il match dello scorso 6 settembre. Gli accertamenti incrociati della Digos e del Commissariato Prati consentono di dare un volto a gran parte del gruppo ritratto a braccio teso
L’ostentazione della gestualità neofascista sugli spalti dello stadio Olimpico dura lo spazio di una fotografia, ma le conseguenze giudiziarie e Daspo non si sono fatte attendere.
Nel corso dell’incontro di calcio Roma-Atalanta, disputatosi lo scorso 6 settembre, un gruppo di supporters romanisti posizionati in Curva Sud si è reso protagonista del celebre saluto romano, distendendo il braccio destro verso l’alto a beneficio di obiettivi e telecamere.
L’episodio ha fatto scattare la reazione immediata della Questura di Roma.
Gli accertamenti investigativi, condotti in stretta sinergia dagli agenti del Commissariato di PS Prati e dagli specialisti della Digos capitolina, hanno permesso di risalire in poche ore ai nomi dei responsabili:
I numeri dell’inchiesta: Su un totale di 17 soggetti immortalati nello scatto diffuso, 14 sono stati compiutamente identificati.
Attività in corso: Per i restanti tre ultras presenti nel gruppo sono tuttora in svolgimento le operazioni di riscontro anagrafico tramite l’analisi dei fotogrammi della videosorveglianza dell’impianto.
Il pugno duro delle forze dell’ordine si articolerà su tre distinti binari sanzionatori e di prevenzione:
Infranto il regolamento dell’impianto: A tutti i soggetti riconosciuti verranno contestate le violazioni amministrative legate al regolamento d’uso dello stadio Olimpico.
La segnalazione alla Procura: Scatta il deferimento all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato legata alla legge Mancino, che punisce l’ostentazione di simboli e gesti discriminatori o legati all’ideologia fascista.
Misure interdittive: La Questura ha già formalizzato l’avvio dell’istruttoria amministrativa per l’emissione del Daspo nei confronti di tutti i tifosi coinvolti, precludendo loro l’accesso alle manifestazioni sportive.
Dalla Questura sottolineano come la linea della tolleranza zero punti a tutelare i valori dell’intrattenimento sportivo sano, stroncando sul nascere condotte ideologiche incompatibili con l’ordinamento democratico.
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