Schianto mortale sulla Colombo, l’amica di Beatrice Bellucci finisce nel registro degli indagati

Entrambe le auto correvano oltre i limiti. Iscrizione sul registro per concorso in omicidio colposo

Una notte di velocità e lamiere contorte, lungo uno dei rettilinei più pericolosi della Capitale.

A distanza di mesi dalla morte di Beatrice Bellucci, la ragazza di 20 anni deceduta in seguito a un drammatico incidente su via Cristoforo Colombo, una nuova perizia tecnica depositata in Procura apre uno scenario investigativo completamente diverso rispetto a quello ipotizzato nelle prime fasi dell’inchiesta.

Secondo gli accertamenti di cinematica disposti dai magistrati romani, infatti, al momento dello schianto entrambe le auto coinvolte viaggiavano a una velocità superiore ai limiti consentiti.

Un elemento che ha portato gli inquirenti a iscrivere nel registro degli indagati non solo il conducente della BMW coinvolta nell’impatto, un 22enne già sotto indagine, ma anche Silvia Piancazzo, l’amica di Beatrice che quella sera era al volante della Mini Cooper sulla quale la giovane sedeva come passeggera.

L’incidente risale alla notte del 24 ottobre scorso. La collisione avvenne lungo la Colombo, arteria già segnata negli anni da numerosi incidenti gravi.

Beatrice morì a causa delle devastanti conseguenze dello schianto, mentre la conducente della Mini rimase gravemente ferita e affrontò un lungo ricovero ospedaliero.

La nuova consulenza tecnica ricostruisce nel dettaglio gli istanti precedenti all’impatto. La BMW, che procedeva sulla corsia centrale, avrebbe superato la Mini poco prima della tragedia.

Subito dopo il sorpasso, secondo i rilievi effettuati sui segni lasciati sull’asfalto e sulle deformazioni delle carrozzerie, le due vetture si sarebbero avvicinate pericolosamente fino al contatto.

La BMW avrebbe invaso parzialmente la corsia di sinistra, urtando violentemente la fiancata lato passeggero della Mini, proprio nel punto in cui si trovava Beatrice.

L’impatto avrebbe fatto perdere il controllo dell’utilitaria, trasformando il rettilineo in una carambola senza via d’uscita.

Il passaggio più delicato della perizia riguarda però la velocità della Mini Cooper. Gli esperti incaricati dalla Procura ritengono che anche l’auto guidata dalla giovane amica della vittima procedesse a un’andatura incompatibile con i limiti previsti e con le condizioni di sicurezza della strada.

Da qui la decisione della Procura di contestare a entrambi i conducenti l’ipotesi di concorso in omicidio colposo.

Un atto tecnico necessario per consentire alle parti di partecipare agli ulteriori accertamenti, ma che modifica profondamente l’impianto dell’inchiesta.

Nelle prossime settimane gli investigatori dovranno chiarire il peso effettivo delle singole condotte di guida.

Al centro dell’istruttoria ci sarà soprattutto una domanda: se il rispetto dei limiti di velocità avrebbe potuto evitare l’impatto o almeno ridurne le conseguenze, cambiando il destino di una ragazza di appena vent’anni.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento