Chi era Beatrice «Bibbi» Bellucci, morta nell’incidente sulla Cristoforo Colombo

Sulla dinamica dell'incidente indaga la polizia locale

Aveva appena vent’anni, studiava Giurisprudenza e sognava di scrivere la sua storia. Ma per Beatrice Bellucci, detta “Bibbi”, la vita si è fermata venerdì sera, travolta da un tragico incidente in via Cristoforo Colombo, nella Capitale.

Era seduta sul sedile del passeggero della sua Mini Cooper quando un’altra auto — forse impegnata in una gara clandestina ad alta velocità — ha colpito la vettura. Alla guida c’era una sua amica, ora ricoverata in gravi condizioni. Per Beatrice, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

Dietro la cronaca c’era una vita piena di passioni e sogni. La Roma era la sua squadra del cuore, la pallavolo uno sport che amava, il mare della Sardegna il suo rifugio estivo.

Nei social raccontava le sue giornate con leggerezza e ironia: foto dallo stadio, caffè al centro città, amici e sorrisi. Sotto una foto all’Olimpico scriveva “Domeniche romane”, un tributo alla città che amava.

La sua ultima storia su Instagram risale proprio a venerdì, all’ora di pranzo, dal Caffè Bulgari in piazza Augusto Imperatore, dove lo chef Niko Romito gestisce il ristorante.

Foto di Beatrice Bellucci su Instagram

Poche ore più tardi, le sirene delle ambulanze lungo la Colombo hanno segnato la fine di quella giovane vita, spezzata in un istante di follia e velocità.

Roma oggi piange Beatrice Bellucci, una ragazza con la vita davanti, con sogni, progetti e passioni interrotti troppo presto. Amici, familiari e chi l’ha conosciuta la ricordano per il sorriso, l’energia e la curiosità con cui affrontava ogni giorno.

La sua storia resta impressa come un monito sulla fragilità della vita, e sulla necessità di rispettare la strada e chi la percorre.


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