Scoperta una necropoli di III secolo d.C. ad Albano Laziale

La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio avvia il progetto per creare un percorso museale
di Serenella Napolitano - 10 Settembre 2009

1-2- Le mura delle strutture antiche. 3- Gli archi delle strutture in laterizi nella zona alta di Albano (da sempre visibili), adiacenti al nuovo scavo. Foto Serenella Napolitano

Nello scorso luglio sono state avviate delle indagini archeologiche dalla Provincia di Roma per permettere la realizzazione di un parcheggio multipiano nel Comune di Albano Laziale (loc. Campo Boario). Grazie al lavoro meticoloso effettuato negli scavi sono venute alla luce una serie di strutture murarie antiche presenti su buona parte dell’area di scavo, a circa 4.5 m di profondità dal piano stradale. E’ stata inoltre rinvenuta parte di una necropoli, risalente al III secolo d.C., costituita da un mausoleo in laterizio, una tomba in muratura di infante con copertura a baule ed iscrizione, una tomba in peperino con iscrizione incisa nella pietra stessa di legionario romano, un’incinerazione in dolio, alcune sepolture terragne e delle vasche finora solo individuate ma non scavate.

Queste strutture archeologiche che sono state analizzate dai funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio appaiono sin d’ora di estremo interesse in quanto ampliano le conoscenze sui Castra Albana (da non dimenticare l’importanza che questi insediamenti hanno avuto anche nella storia della prima Roma monarchica) ed in particolare sulle aree necropolari dell’accampamento, di cui finora si conosceva solo l’area “La Selvotta”, collocata nella zona alta di Albano.

Tali scoperte comporteranno una nuova disposizione del piano progettuale iniziale del parcheggio, in quanto si cercherà di creare un percorso/area museale a carattere archeologico, per renderlo fruibile ai visitatori interessati al mondo antico quasi nei pressi del centro storico di Albano. Per effettuare l’area museale è in corso in questi giorni l’attività di rilievo volta a documentare le evidenze archeologiche rinvenute e consentire alla Soprintendenza di decidere meglio su come progettare l’area da valorizzare.

Il parcheggio sorgerà in prossimità della stazione FS ed avrà la funzione di nodo di scambio gomma–ferro. Un opera strategica per il territorio che avrà un costo complessivo che ammonta complessivamente in circa 4,7 milioni di euro di cui già spesi circa 400mila euro per indagini geognostiche e archeologiche. I finanziamenti residui per la realizzazione del parcheggio vero e proprio ammontano 4.183.000,00 euro, finanziati con fondi Roma Capitale (3,1 mln di euro) e dalla Provincia (1 mln di euro).


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