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Scritte antisemite a Marconi, la solidarietà davanti al panificio kosher

L'iniziativa del centrodestra per stigmatizzare l'accaduto

È durata poco più di ventiquattr’ore la vergogna della scritta antisemita comparsa sulla serranda del panificio kosher di via Avicenna, nel quartiere Marconi.

Nella mattinata di lunedì 6 ottobre, la saracinesca dell’attività, al civico 15, è tornata perfettamente pulita: ogni traccia dell’odio è stata cancellata.

Ma a cancellare davvero quella ferita sono stati i gesti di solidarietà arrivati subito dopo l’episodio.

All’ingresso del panificio si sono presentati cittadini, rappresentanti dell’opposizione municipale e capitolina, e diversi esponenti politici per manifestare vicinanza al titolare, Ariel, e ai suoi dipendenti.

Tra loro, Valerio Garipoli e Marco Palma di Fratelli d’Italia, Federico Rocca di FDI in Campidoglio, Daniele Calzetta di Forza Italia e Gianluca Fioravanti (Gruppo misto), che hanno partecipato a un flash mob simbolico davanti al negozio, ribadendo un messaggio chiaro: “A Marconi non c’è spazio per l’odio.”

“Abbiamo voluto portare la nostra vicinanza ad Ariel e al suo personale — ha spiegato Marco Palma, vicepresidente del Consiglio municipale Roma XI —. La loro serranda è stata colpita da scritte antisemite incitanti all’odio, ma oggi rispondiamo con una presenza corale, civile e orgogliosa del nostro territorio.”

Lo stesso Palma ha annunciato di aver presentato un’interrogazione nel Consiglio del Municipio, chiedendo al presidente Gianluca Lanzi e alla sua giunta di valutare misure straordinarie di sicurezza nel quartiere, soprattutto “a ridosso degli obiettivi sensibili”. “Un pericoloso spirito emulativo — ha sottolineato — potrebbe avere ulteriori conseguenze, ed è nostro dovere prevenire qualsiasi gesto simile.”

L’episodio di via Avicenna, condannato da più fronti, ha scosso profondamente il quartiere.

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