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Tra sole e pelle… non mettere il vetro!

Con questo caldo il pensiero va diretto al mare, alla spiaggia e all’abbronzatura tanto desiderata. Oltre al fatto che occorre utilizzare una protezione, perché i raggi ultravioletti (UV) non perdonano la nostra pelle, c’è un altro problema: non è sempre così facile ricoprirsi di quella piacevole tintarella.

Per abbronzarsi, oltre ai raggi UV del sole o di una lampada, c’è bisogno che venga rilasciata la melanina. Un pigmento rilasciato dai melanociti (cellule presenti nella pelle). L’equazione è semplice, tanta melanina = una bella tintarella.
La sua presenza protegge anche la pelle dai raggi solari.

Sono sicuro però, che molte volte avrete visto che il mix raggi UV + melanina non sempre dà come risultato una colorazione bruna della nostra pelle. In particolare in questo periodo. Pensate a quando siete in casa o anche in macchina. Magari con le finestre chiuse, perché quasi sicuramente con questo caldo è meglio utilizzare il condizionatore.

Sarà capitato di essere investiti dai raggi solari, dietro ad un vetro, ed avrete certamente notato che l’unica cosa che aumentava era il caldo, forse la sudorazione, ma di certo, non la melanina. Insomma, abbronzarsi dietro ad un vetro non è possibile. I raggi UV non ce la fanno a superare il vetro, quindi non arrivano a toccare la nostra pelle, e di conseguenza… nessuna abbronzatura!

Eppure, il vetro è trasparente! C’e da specificare qualcosa. Il vetro fa passare la luce “che illumina”, infatti, una maglia rossa sarà rossa se tra questa è il sole c’è il vetro. Questo perché i raggi luminosi responsabili del “dare colore alle cose” sono quelli che hanno lunghezza d’onda nel visibile. Traduco. Si immagini un raggio solare come una corda che oscilla. Questa corda, tra le altre proprietà, può essere descritta dalla frequenza e lunghezza d’onda (una è l’inversa dell’altra, cioè, alta frequenza = bassa lunghezza d’onda, e viceversa). Se una corda oscilla velocemente, avrà un’alta frequenza e bassa lunghezza d’onda, e viceversa. I raggi solari che sono in grado di illuminare le nostre magliette, il nostro cibo, etc. hanno una lunghezza d’onda compresa tra 400-700 nanometri (un nanometro è un miliardesimo di metro). La lunghezza d’onda è quella distanza tra due punti della corda che sta oscillando, tra i due punti massimi adiacenti. Un oggetto è colorato perché contiene delle molecole in grado di assorbire una certa lunghezza d’onda, ma non tutte. Ecco, sono proprio quelle non assorbite che sono responsabili del colore che vediamo.
I corpi neri assorbono tutte le lunghezze d’onda, mentre i corpi bianchi le riflettono tutte senza assorbirne alcuna.

E il vetro? Questo è un materiale amorfo, non possiede una disposizione ordinata degli atomi che lo compongono. La sua peculiarità è quella di assorbire i raggi UV, che sono quei raggi con energia maggiore dei raggi che “colorano”. La loro lunghezza d’onda è inferiore ai 400 nanometri, tra 100 e 400 (minore lunghezza d’onda = alta frequenza = alta energia). Gli atomi che compongono il comune vetro sono Silicio, Ossigeno, Calcio, Sodio. Quando arriva un raggio UV, questo viene assorbito, perché la sua energia è sufficientemente alta per essere assorbita da uno degli atomi presenti, e non arriva sulla nostra pelle. Ecco perché sarebbe sconveniente ricoprire una lampada solare (di quelle che si trovano nel solarium) con del vetro. Forse sarebbe più conveniente per la nostra salute!


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