

Il 26 novembre 2025, presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata
Il documentario è nato da un lungo lavoro di ricerca archeologica nella storia romana ed etrusca: autrice è Rita Pomponio, ispettore onorario per la Soprintendenza ai beni archeologici e culturali di Roma.
È lei la guida che accompagna lo spettatore in un percorso tra siti archeologici spesso dimenticati, isolati o difficili da raggiungere, ma di straordinaria importanza per la nostra storia.
Il documentario è diretto da Antonio Ciavoni, responsabile anche del montaggio e della post-produzione. Già autore di cinque documentari, Ciavoni firma qui il suo sesto lavoro.
Il documentario sarà presto fruibile sulla pagina Facebook di Rita Pomponio così da raggiungere facilmente tutti gli interessati.
L’opera permette di accedere virtualmente a un gran numero di siti e di poterne scoprire i segreti e le origini. Tra i più significativi si ricordano:
l’antica Gabii, una delle città più importanti del Lazio arcaico;
la chiesetta di San Primitivo a Gabii;
la Tenuta di Pantano Borghese;
l’Acquedotto Felice;
la cisterna di Grotte Celoni;
Torre Jacova;
la sorgente del lago Regillo;
la villa di Publio Sulpicio Quirinio, governatore della Siria al tempo del censimento citato nel Vangelo, che dopo il pensionamento nel 14 d.C. si stabilì a Prata Porci;
il ponte della Mola, il ponte San Pietro e il maestoso ponte Lupo.
A rendere le riprese ancora più suggestive è stato il professionale lavoro svolto con il drone: le panoramiche aeree permettono una visione completa delle rovine del Municipio VI e delle campagne circostanti.
Un capitolo particolarmente importante è dedicato alla tomba etrusca rinvenuta nel maggio 2016, scoperta dalla stessa Pomponio sul bordo del cratere di Prata Porci: un ritrovamento dall’enorme valore storico, qui documentato con immagini e riprese ravvicinate.
Il documentario nasce dalla filosofia che guida da anni il lavoro di Rita Pomponio, riassunta in una frase che conclude il documentario come la fine di un viaggio vero e proprio:
“Meraviglioso non è ammirare un monumento o un rudere antico, ma sentire la vita che vibra da ogni sua pietra.”
La vitalità dei luoghi e la memoria silenziosa sopravvivono nelle strutture che costellano il territorio e il documentario ne vuole essere testimonianza. Il lavoro mostra, infatti, come la periferia romana non sia un vuoto urbano, ma un archivio di storie, tradizioni e architetture che meritano di essere tutelate e valorizzate.
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