

Uno degli esempi più concreti della tenacia di una leggenda
Per il regalo di compleanno i miei figli mi hanno regalato “due poltronissime centrali” per lo spettacolo pomeridiano del 2 novembre 2025 al teatro Sistina di Roma.
Con mia moglie abbiamo avuto il piacere di assistere alla “commedia o leggenda” musicale “I 7 Re di Roma”, messa in scena da Enrico Brignano.
Tra i 7 Re di Roma mi ha colpito in modo particolare Numa Pompilio che canta e si lamenta della sua vecchiaia “ciò l’anni der cucco, mi scrocchiano l’ossa, so’ vecchio bacucco, sto in pizzo alla fossa”, poi l’amore per Egeria lo rivitalizza.
Numa Pompilio, secondo Re di Roma, succedendo a Romolo, usò la figura di Egeria come autorità divina e ispiratrice per dare credibilità e accettazione popolare alle sue riforme che trasformarono una città di guerrieri in uno stato governato dallo ”ius divinum” (diritto sacro)
Egeria è rimasta nell’uso comune, oggi l’espressione “Ninfa Egeria” indica una donna ispiratrice, saggia consigliera che opera dietro le quinte.
Numa Pompilio che piange : “Io nun ce vojo annà, vabbè!”
Egeria: “Non piangere, Numa! Poteva capitarti di peggio. Se Romolo non è mai esistito, tu sarai il primo re, storicamente accertato.”
Numa Pompilio: “E tu chi sei?”
Egeria: “Sono Egeria, ninfa delle fonti, bazzico le sorgenti, boschi, le isole deserte.”
Numa Pompilio: “Sei una dea, sei?”
Egeria: “Dea? Non esageriamo, sono una divinità inferiore, figuro come comparsa nel corteo di Bacco e Arianna o tra le macchie, nelle scene di caccia, dove la protagonista assoluta è Diana!”
Numa Pompilio: “Sì, ma a te ti pare che io me metto a fa er re all’età mia? Io so’ vecchio! Oh! E poi co’ tanta gente ambiziosa che ce sta a Roma ch’ammazzerebbe la madre, ma perché proprio a me?”
Egeria: “Perché in un paese zozzo, ci sarà sempre un vecchietto pulito! Tu mi piaci, Numa, in ogni senso! È un pezzo che ti tengo d’occhio!”
Dal 3 novembre 2025 il mio pensiero ha associato la “commedia o leggenda alla sorgente Egeria ancora attiva a Roma, alla storia e alla leggenda.
L’acqua Egeria sgorga ancora oggi dalla sua fonte storica, situata all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica, nella valle della Caffarella a Roma.
La sorgente era già conosciuta e considerata sacra dagli antichi Romani, che le attribuivano proprietà curative e per questo era nota anche come “Acqua Santa”.
Le Vestali si recavano qui per attingere l’acqua da usare nei loro riti.
Il Ninfeo è Il luogo dove sgorga l’acqua ed è il sito del leggendario incontro tra Numa Pompilio e la ninfa. Successivamente, nel II° secolo d.C., fu costruito un vero e proprio Ninfeo di Egeria a scopo votivo, che è tuttora visibile e sottolinea il culto delle acque.
“L’Acqua Santa” che si beve oggi è mitologicamente il pianto inconsolabile della ninfa Egeria per la morte del suo amato Numa Pompilio.
Egeria è una figura della mitologia romana, una ninfa latina delle acque sorgive e delle nascite, associata alle Camene, in latino Camnae o Carmenae
Secondo la tradizione Egeria fu consigliera, amante o moglie del secondo Re di Roma Numa Pompilio, e si incontravano in un bosco sacro per dettare al Re le leggi religiose e le riforme civili.
Quando Numa Pompilio morì, Egeria pianse lacrime inconsolabili fino a che la dea Diana, impietosita, la trasformò in una fonte.
La leggenda la lega anche ad un altro luogo di culto associato al boschetto di Diana Nemorense, presso Ariccia, vicino al Lago di Nemi, confermando l’importanza della ninfa in quell’area.
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Tra boschi e ninfe queste bellissime leggende attualizzano gli antichi miti e ci fanno vivere la romanità come un privilegio riservato ai più fortunati…io consumo con soddisfazione questa acqua di sorgente da tanti anni…