Il territorio di Roma Est protagonista all’interno di una Roma ciclabile

Olga Di Cagno - 22 Settembre 2017

Si è svolto mercoledì 20 settembre 2017, presso il Museo MAXXI, la giornata di studi dedicata ai paesaggi dell’archeologia lungo il tracciato ciclabile a Est di Roma.

La valorizzazione delle aree urbane, e in particolare dei paesaggi dell’archeologia lungo il tracciato GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici, che si estende per 45 chilometri dentro la città di Roma) è il progetto di un percorso ciclopedonale, ideato da VeloLove e Legambiente, è l’oggetto di un Workshop Internazionale a cura delle docenti Alessandra Capuano e Anna Giovannelli del Master “Architettura per l’Archeologia. Progetti di Valorizzazione del Patrimonio culturale” della Sapienza di Roma, organizzato insieme a Legambiente dal 20 al 29 settembre.

Il Convegno di studi ha inaugurato il workshop, a cui partecipano oltre all’Università e Legambiente, Roma Capitale, la Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’Ente Parco Appia Antica.

Cinque le aree su cui si concentrano il workshop e il convegno di studi: Tor Fiscale, Centocelle, Casilino, Serenissima, Ponte Mammolo. Si tratta di quartieri densamente edificati della periferia romana, che si snodano tra gli spazi aperti residuali e le infrastrutture viarie, tra aree archeologiche e ambiti naturalistici. In questi ambiti urbani e periurbani, l’attraversamento del GRAB può diventare occasione per una riqualificazione più ampia degli spazi della città antica e contemporanea.

 

ROMA EST: L’AREA CALDA DI ROMA…ANTICA E CONTEMPORANEA

Protagonista del convegno di studi organizzato all’interno del Master in “Architettura per l’Archeologia. Progetti di Valorizzazione del Patrimonio culturale” è stata una porzione del territorio di Roma a noi molto cara: il quadrante EST di Roma.

Un “pezzo” di Roma da sempre importante asse di sviluppo e di urbanizzazione della città grazie alla futura realizzazione del GRAB potrà essere ancor di più vissuto e valorizzato dai cittadini che quotidianamente lo vivono e dai turisti che ancora devono scoprirne le bellezze (nascoste, sotterrate o visibili).

Luoghi densi di storia antica e moderna, le arterie viarie che hanno permesso a Roma di espandersi verso lo spazio oltre le proprie mura, le moderne vie consolari possono condurre il ciclista, ma anche il visitatore, come il cittadino e il fruitore in spazi magici, dove il confine è tra i circoli della storia.

Chi scrive, da sempre, innamorata del proprio territorio, l’attuale V Municipio, è stata particolarmente colpita ed emozionata a vedere proiettate durante le relazioni del convegno le immagini di luoghi e di spazi che vive ogni giorno: Villa dei Gordiani Parco Archeologico di Centocelle, il Mausoleo di Sant’Elena, Ponte Mammolo e la Serenissima, e, anche se un po’ più esterno il  parco di Tor Fiscale.

Ville, terme, necropoli, ipogei, catacombe e antiche Vie consolari, eccoli i tesori del nostro territorio, eccole le immagini proiettate sul grande schermo dell’aula Carlo Scarpa del MAXXI ma, purtroppo, ancora, e ancora, non visibili, almeno nella maggior parte dei casi, dai cittadini.

La maggior parte di questi tesori, infatti, anche se scavati e documentati non sono stati oggetto di interventi di valorizzazione per la loro fruibilità: un esempio fra tutti, le ville imperiali nel Parco Archeologico di Centocelle.

Alcuni di essi, come il Mausoleo di sant’Elena sono stati addirittura inaugurati ma poi, non si sa bene perché, mancati ancora dei permessi sono stati nuovamente rinchiusi dentro un carcere di permessi e nulla osta finali.

Che dire poi dell’area della Via Prenestina, all’angolo con Via di Tor Tre Teste? Non è stata menzionata nella giornata di studio, vero, ma che spreco per la cittadinanza e per il turismo avere a disposizione più di cento sepolture, alcuni mausolei, un tratto basolato di strada del I secolo d:c. (l’epoca di Augusto) e metterlo esclusivamente a disposizione delle erbacce e dell’incuria. (questo giornale, in passato, più e più volte si è occupate dell’area e della tematica dell’abbandono del patrimonio culturale del territorio)

Le iniziative di conoscenza accademica e di collaborazione tra varie istituzioni cultura e sociali sono molto importanti per la conoscenza, ma se poi manca la controparte politico-decisionale che comprenda e partecipi alla crescita culturale ed economica (perché l’archeologia, i beni culturali, la cultura portano crescita economica, ormai è un dato macroeconomico noto) della città?

Roma Est è un’area calda (e non solo per i numerosi e troppi roghi che si  sono propagati nei mesi scorsi) che potrebbe se veramente potenziata  valorizzata funzionare da volano per la ripresa economica e culturale di Roma, ha tutte le caratteristiche (umane, culturali, imprenditoriali) e le capacità (umane e culturali, imprenditoriali) necessarie. Potrebbe…..potrebbe…

Olga Di Cagno


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