Terrore a Ponte Mammolo: attirati in trappola e aggrediti per soldi. La fuga disperata dai balconi

Un episodio dai contorni ancora sfumati, su cui i Carabinieri stanno indagando per estorsione e sequestro di persona

Una trappola tesa in strada, un appartamento trasformato in prigione e una fuga acrobatica tra i balconi per sfuggire alla violenza.

È il pomeriggio di terrore vissuto ieri, lunedì 23 febbraio, da due ragazzi romani di 18 e 21 anni (entrambi di origini magrebine) nel cuore del quartiere Ponte Mammolo.

Un episodio dai contorni ancora sfumati, su cui i Carabinieri stanno indagando per estorsione e sequestro di persona.

La trappola in via Palombini

Tutto ha inizio intorno alle ore 16:00. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma, i due giovani sarebbero stati avvicinati in strada da un gruppo di uomini, descritti come cittadini italiani.

Con un pretesto banale, i due sono stati convinti a entrare in un appartamento di un complesso di edilizia popolare in via Giovanni Palombini.

Una volta varcata la soglia, l’atmosfera è cambiata repentinamente: i “padroni di casa” si sono scagliati contro i due ragazzi con calci e pugni.

L’obiettivo dell’aggressione era chiaro: estorcere denaro ai due giovani, finiti in una vera e propria imboscata.

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L’evasione dai balconi e il salvataggio

Sotto i colpi dei loro aguzzini, i due ragazzi hanno trovato la forza di reagire. Per scampare al linciaggio, hanno guadagnato l’uscita sul balcone e, con una manovra disperata, si sono arrampicati lungo la facciata dello stabile raggiungendo un appartamento limitrofo.

Il trambusto ha attirato l’attenzione dei residenti, che hanno dato l’allarme. Sul posto sono confluite diverse pattuglie del Nucleo Radiomobile e della stazione San Basilio, oltre alle ambulanze del 118 e ai Vigili del Fuoco.

Questi ultimi sono stati determinanti per permettere ai giovani di uscire in sicurezza dall’abitazione dove si erano rifugiati, ormai assediati dalla paura.

Le indagini

I due giovani sono stati trasportati in codice giallo presso i pronto soccorso del Policlinico Umberto I e del Casilino. Dopo ore di accertamenti, sono stati dimessi con diverse ecchimosi e un forte stato di shock.

Gli investigatori della stazione San Basilio stanno ora passando al setaccio l’appartamento teatro dell’aggressione e ascoltando le testimonianze degli abitanti del palazzo.

L’obiettivo è identificare i componenti del commando e capire se dietro il tentativo di estorsione si nascondano debiti pregressi o dinamiche legate alla criminalità locale.

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