

L'uomo si è accasciato durante un allenamento di Muay Thai. Decisivi i risultati dell'autopsia per distinguere tra il malore fatale e un eventuale trauma da combattimento
È partita direttamente dall’ospedale Sant’Andrea la segnalazione che ha fatto scattare l’inchiesta. L’uomo, sportivo esperto, era arrivato nel pomeriggio di martedì in condizioni disperate, dopo un malore accusato durante l’allenamento in una palestra situata in zona Tor di Quinto, quadrante nord della Capitale.
Nonostante il disperato tentativo dei medici, il suo cuore ha smesso di battere poco dopo il ricovero.
Ora la Procura di Roma vuole capire cosa sia realmente accaduto tra quelle mura, se la morte sia stata il tragico esito di un evento naturale o se possa essere collegata a quanto avvenuto durante la sessione sportiva.
Gli investigatori stanno lavorando su tre direttrici principali per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Il primo passaggio sarà l’esame autoptico, considerato decisivo per stabilire se il decesso sia stato causato da un malore improvviso o se, invece, sia stato innescato da un trauma, magari un colpo ricevuto nel corso dell’allenamento.
Parallelamente è stata acquisita tutta la documentazione sanitaria dell’uomo: dal certificato di idoneità agonistica alla cartella clinica. Gli accertamenti serviranno a verificare l’eventuale presenza di patologie pregresse e a controllare la regolarità degli esami medici effettuati prima dell’attività sportiva.
Un altro aspetto centrale dell’inchiesta riguarda la sicurezza. La Procura vuole chiarire se l’atleta indossasse tutte le protezioni previste e se il personale della palestra abbia attivato i soccorsi con la necessaria tempestività.
Sotto la lente anche la presenza del defibrillatore e l’eventuale utilizzo del Dae nei minuti successivi al malore, una finestra temporale spesso decisiva.
La disciplina praticata è il Muay Thai, sport da combattimento che prevede l’uso di pugni, gomiti, ginocchia e colpi di tibia. Una pratica intensa, ma che negli allenamenti si svolge generalmente in condizioni di sicurezza controllata.
Proprio su questo punto si concentrano ora gli accertamenti: verificare se la lezione fosse condotta nel rispetto delle regole, se gli sparring fossero adeguatamente supervisionati e se non vi siano state negligenze nella gestione dell’attività.
Per il momento nessuna ipotesi viene esclusa. La palestra resta sotto osservazione e nelle prossime ore potrebbero essere ascoltati istruttori e compagni di allenamento.
L’autopsia, attesa nei prossimi giorni, sarà il primo passo per fare luce su una morte improvvisa che ha scosso il mondo sportivo romano e sollevato nuovi interrogativi sulla sicurezza nelle palestre.
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