

Manomessi i sigilli interni e i contatori di una colonnina: il display gonfiava i litri per svuotare le tasche degli automobilisti. Denunciato il gestore
Il display segnava il prezzo pieno e i litri scorrevano veloci sul tabellone luminoso, ma nel serbatoio delle auto finiva molta meno benzina di quella effettivamente pagata.
Una truffa millimetrica e invisibile ai danni dei consumatori è stata scoperta e smantellata nel cuore del quartiere Pigneto, una delle zone più dinamiche e frequentate della movida capitolina.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno messo i sigilli a un impianto di distribuzione di carburanti, cogliendo sul fatto il gestore grazie a un’ispezione a sorpresa.
L’intervento è stato condotto dai militari del 5° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, nell’ambito di un più ampio piano straordinario di polizia economico-finanziaria mirato a contrastare le speculazioni sui prezzi alla pompa e le frodi nel settore delle accise, un comparto monitorato speciale nelle ultime settimane per via dell’alta volatilità dei listini.
L’attenzione delle Fiamme Gialle si è concentrata sulla verifica metrologica delle colonnine, un controllo tecnico che serve a certificare la perfetta corrispondenza tra i soldi spesi e i litri immessi nel motore.
Smontando i pannelli metallici di una delle pompe di erogazione, i finanzieri hanno scoperto l’inganno: i sigilli di garanzia dello Stato erano stati violati e i componenti meccanici ed elettronici interni del sistema di misurazione volumetrica erano stati palesemente manomessi.
Il trucco era tanto semplice quanto redditizio. L’alterazione del misuratore fiscale generava una sistematica discrepanza contabile: il dispositivo registrava sul display un volume di carburante superiore rispetto a quello realmente versato nella vettura del cliente.
L’automobilista di turno si trovava così a pagare un conto gonfiato, convinto di aver fatto il pieno, mentre l’impianto accumulava un massiccio extra-profitto illegale rivendendo lo stesso carburante risparmiato (e già pagato) ai clienti successivi.
Davanti all’evidenza dei sigilli manomessi e delle schede alterate, i militari della Guardia di Finanza hanno interrotto immediatamente l’erogazione per evitare che la truffa continuasse a colpire i residenti e i lavoratori del quadrante est della Capitale.
L’intera colonnina incriminata è stata sottoposta a sequestro penale probatorio e isolata dal resto del circuito del distributore.
Per il titolare e responsabile dell’impianto è scattata la linea dura: l’uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma.
Dovrà difendersi davanti ai magistrati da accuse pesanti, che vanno dalla frode nell’esercizio del commercio fino all’utilizzo di strumenti di misura alterati.
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