Un guerriero del III secolo a.C. a Torre Astura

L'eccezionale scoperta presentata dal Nucleo Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
di Serenella Napolitano - 2 Agosto 2009

Il 31 luglio 2009, durante la conferenza stampa tenutasi presso la caserma la Marmora in via Anicia a Roma, è stata presentata l’eccezionale scoperta di un’antica tomba di III secolo a.C. presso Torre Astura, nel comune di Nettuno, località cosi chiamata per la presenza di una Torre costiera medievale edificata su un porto di epoca romana.

La tomba è stata ritrovata grazie all’intervento del personale del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che svolge sistematicamente controlli delle aree archeologiche paesaggistiche in collaborazione con il Reparto Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare. Gli scavi, iniziati durante il mese di maggio a 10 metri dalla riva, ha visto coinvolti il personale della Sezione Archeologia, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri presso l’ufficio Tecnico Territoriale degli Armamenti Terrestri di Nettuno e l’equipaggio di un elicottero di Pratica di Mare, coadiuvati da funzionari della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, che hanno individuato e rinvenuto lo scheletro di un antico guerriero, soprannominato Nello, databile al terzo millennio a.C., morto a causa di una ferita nel costato provocata da una punta di freccia, e vasellame di varia natura appartenente al suo corredo funerario.

Lo scheletro, sepolto per molti secoli sotto un banco naturale di argilla, presenta integre quasi tutte le ossa. Il corredo funerario, peraltro, rappresenta un unicum ed è composto da sei vasetti in ceramica, molto ben conservati e attribuibili all’eneolitico, ovvero l’età del rame, che copre il terzo millennio a.C, cosi come ha spiegato la sovrintendente ai Beni Archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni. “Nei prossiimi mesi – ha dichiarato – analizzeremo questi reperti nel nostro laboratorio di antropologia di Tivoli, e li confronteremo con gli altri rinvenimenti del periodo eneolitico”.

Un’eccezionale scoperta, dunque, perché fino ad ora erano inedite sepolture a ridosso della zona litoranea di Torre Astura, ascrivibili al periodo preistorico dell’eneolitico, note invece in altre aree del Lazio meridionale, a sud del Tevere. L’intervento è stato eseguito con la massima urgenza per consentire il recupero dei rari materiali archeologici prima della loro definitiva perdita. Infatti, la sepoltura, situata sulla battigia, poteva essere danneggiata o perduta a causa della marea.

Questo ritrovamento è stato di fondamentale importanza per il mondo archeologico. Da tempo, anche quando scavava il famoso archeologo Antonio Nibby, svariate sono state le testimonianze di epoca romana, come il ritrovamento di un muro in opera reticolata (cioè fatto da tanti piccoli laterizi posti obliquamente) pertinenti forse ad una villa del grande Cicerone, o riferimenti all’impero di Settimio Severo e Caracalla che qui approdavano prima di scendere più a sud, verso Circeo.

Grande interesse per il territorio di Nettuno, in fondo è proprio su questo litorale, a Lavinium che si dice fosse sbarcato il leggendario fondatore di Roma, Enea.


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